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Villa Minozzo, sulla vetta del monte Prampa in sella alle moto enduro

La segnalazione di un episodio accaduto domenica riaccende le polemiche sull’escursionismo a motore, vietato nei “Siti di interesse comunitario”

VILLA MINOZZO. Con le moto enduro sino alla sommità del monte Prampa, nel cuore del Crinale appenninico e di uno dei principali Sic (Siti di interesse comunitario) reggiano. Le temperature miti e le bellissime giornate di sole che hanno segnato il capodanno in montagna hanno portato tantissime persone a visitare le zone più elevate della nostra provincia. E non sono mancati i comportamenti illeciti e poco rispettosi delle tutele ambientali, come quello segnalato da un lettore appassionato di escursioni, che nella giornata di domenica 2 gennaio ha deciso di raggiungere la vetta del Prampa, nel territorio di Villa Minozzo, seguendo il sentiero Cai 623 che conduce sino ai 1.700 metri di altitudine della cima, da cui si gode un panorama notevole, proprio di fronte al Cusna. Mentre risaliva, spiega, è stato superato da un gruppetto di motociclisti in sella a delle moto enduro ben adeguate a sterrati e salite ripide, che non potrebbero però accedere al Prampa, situato all’interno di un’area Sic/Zps (Zona di protezione speciale), quindi a massima tutela ambientale. Giunto in cima al Prampa, ha trovato i ragazzi impegnati come lui a godersi la strepitosa vista delle vallate verso Ligonchio, dei Prati di Sara e della dorsale emiliano-romagnola imbiancata. Il passaggio delle moto lungo il sentiero per la vetta non è andato giù al camminatore reggiano, che ha deciso di raccontare quanto visto con i propri occhi.

Il tema dell’escursionismo a motore, con due ruote, quad e, in alcuni casi, anche fuoristrada, ha fatto discutere non poco nei mesi scorsi, con parecchie segnalazioni da parte di associazioni ambientaliste, che denunciano il mancato rispetto dei divieti da parte dei piloti. D’altro canto, anche il vasto mondo motorizzato rivendica la possibilità di movimento e l’indotto generato. Nel caso del 2 gennaio, vi è però il tema del luogo. Il Prampa non fa parte del perimetro diretto del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ma è compreso comunque nel Sic-Zps T4030004 “Val d’Ozola, Monte Cusna”, gestito dal Parco nazionale. Un vasto perimetro che dal Cusna arriva alla vallata del torrente Ozola a Ligonchio, coinvolgendo i Comuni di Ventasso e Villa Minozzo, in cui sono valide severe tutele e limitazioni sia per quanto riguarda la fauna, sia la flora. E in cui gli accessi motorizzati non sarebbero praticamente consentiti, salve rare eccezioni.


Il gruppetto di “enduristi” non se ne è curato, o quantomeno non si è premurato in precedenza di informarsi su eventuali divieti, decidendo di concedersi una gita in un punto forse meno noto rispetto ad altri del vasto Crinale appenninico reggiano, ma dotato di fascino. Una vicenda che riaccende le polemiche sulle restrizioni per i mezzi a motore nelle aree protette e sui controlli in queste zone.


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