Formaggi “similari”, la guerra al Parmigiano Reggiano stasera su Report

Questa sera su Rai3 la questione dei prodotti che non devono sottostare al rigido disciplinare Dop 

GUASTALLA. Questa sera dalle 21.20 in poi “Report”, trasmissione di Rai3, proporrà una inchiesta di Rosamaria Aquino sui formaggi veri e “similari”, prendendo in considerazione il Grana. Quello Padano, largamente prodotto in provincia di Mantova, ma anche il Parmigiano Reggiano – imitatissimo – per il quale la produzione del latte, la trasformazione, la stagionatura minima e il confezionamento sono fatte esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova, alla destra del fiume Po.

Afferma Sigfrido Ranucci, conduttore di “Report”, annunciando la puntata di questa sera: «A Report due anni fa avevamo svelato la lista segreta dei produttori del Grana Dop che acquistano latte straniero ma che lo utilizzano solo per la produzione di formaggi cosidetti “similari”, cioè dei prodotti che sono simili al Grana, ma che non devono sottostare al rigido disciplinare Dop, e possono essere venduti a un prezzo più basso. Ovviamente senza poter usufruire del marchio. Gli somigliano moltissimo, e nonostante le accortezze rischiano di essere confusi dal consumatore. Questi formaggi, similari, spesso prodotti con latte estero, vengono lavorati negli stessi caseifici dei Dop. Ma latte estero e latte dop italiano nei nostri caseifici non possono e devono confondersi. Il direttore del Consorzio del Grana Padano Dop, Stefano Berni, in segno di trasparenza, ha aperto le porte a Report per far vedere come il consorzio controlla i suoi produttori».


La puntata di questa sera riguarda anche Reggio Emilia. «Le telecamere di Report sono entrate nei caseifici del Grana Dop e non solo – spiegano a Rai3 –. Report compie un viaggio nel mondo dei similari, dalle vacche rosse di Reggio Emilia fino in Repubblica Ceca, a caccia di prodotti che spesso vengono confusi con l’originale. Le telecamere di Report sono entrate anche nei caseifici che producono sia Dop che non Dop, raccontando come avvengono i controlli per scongiurare che il latte estero e il latte dop italiano non si confondano».

La questione dei formaggi similari da tempo coinvolge anche il Parmigiano Reggiano. Lo stesso presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, titolare dell’azienda agricola Bertinelli di Medesano (Parma) – oltre che presidente di Coldiretti Emilia Romagna e vice di Coldiretti nazionale – era stato coinvolto nelle polemiche per la produzione di un formaggio chiamato “Senza”: un formaggio completamente naturale, prodotto con caglio vegetale, privo di conservanti e additivi che non contiene né lattosio né glutine, ottenuto trasformando il solo latte delle bovine che pascolano sui colli del Parmense.

Ne era nato un contenzioso – con tanto di pareri legali – dal momento che erano state ipotizzate anche conseguenze in base agli articoli 27 e 37 dello Statuto del Consorzio, che prevede la decadenza del consigliere Cda se svolge «l’attività di produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano e con questi comparabili e/o concorrenti». Bertinelli ha sempre ribadito la correttezza del proprio operato.

Anche altri produttori del comprensorio padano negli anni scorsi sono stati coinvolti nel dibattito sui formaggi similari, anche a seguito di accertamenti del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri.

Si certo, la questione dei formaggi similari tocca molteplici interessi e ruota anche attorno al tema delle “guerre” tra i produttori, con i relativi schieramenti.

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