Reggio Emilia, posti letto ai pazienti Covid. L’attività ordinaria già ridotta del 40%

I ricoveri crescono a un ritmo ridotto ma pesano sul sistema Ausl: «Lavoro triplicato e abbiamo 200 dipendenti a casa»

REGGIO EMILIA. «La pandemia ha preso una piega diversa, l’aumento di contagi che negli ultimi giorni si sta registrando a livello nazionale lo abbiamo anche a Reggio: nell’ultimo bollettino dell’anno c’erano quasi mille nuovi positivi, ieri più di 1.100».

Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl reggiana, nell’ultima conferenza sanitaria dedicata al Covid del 2021, descrive una situazione critica causata dalla massiccia circolazione della nuova variante Omicron. «Variante che – spiega – se è vero che finora sembra essere meno grave sulle persone vaccinate, ha generato una sorta di pandemia nella pandemia, con un conseguente incremento di ricoveri. E i numeri assoluti di contagiati e ricoverati si stanno facendo sentire sul nostro sistema sanitario».


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In ospedale sono già stati aumentati di dieci unità i posti letto Covid e altre riorganizzazioni sono in programma nei prossimi giorni al piano -1 del Santa Maria Nuova.

Anche l’attività ordinaria ha già subìto una riduzione del 40%: sono state sospese le attività vaccinali periodiche (ad esempio quella antitetanica e tutti i richiami normalmente in programma), quelle inerenti la medicina sportiva, e il centro odontoiatrico è attivo solo per le urgenze. Per quel che riguarda l’attività chirurgica, quella programmata è stata ridotta fino al 10 gennaio, mentre continua a pieno regime quella sui pazienti oncologici o urgenti.

«Ogni giorno – spiega Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl reggiana – facciamo un punto della situazione e in base ai dati che abbiamo (quanti ricoveri Covid, quanti per altre patologie, quante attività programmate) decidiamo se proseguire con l’assetto attuale o riadattarci. Nel 2020 erano state date dal Ministero della salute e dalla Regione delle indicazioni per la progressiva riduzione dell’attività ordinaria in vista della conversione di risorse e posti letto per pazienti Covid, noi l’abbiamo ripresa in mano e la stiamo seguendo. Allo stesso modo abbiamo rispolverato il piano usato l’anno scorso per le progressive trasformazioni dei posti letto ordinari in posti letto Covid. Quando avremo sufficiente personale infermieristico (lo stiamo cercando), al piano -1 potremo arrivare ad avere trenta posti letto Covid in più, ma questo significa comunque sottrarre risorse, personale e spazi ai non Covid».

LAVORO TRIPLICATO

Le difficoltà di questa fase si spiegano da una parte con l’aumento del lavoro e dall’altra con la carenza di personale: «Ci eravamo attestati a refertare circa mille tamponi al giorno – spiega Marchesini – ora ne refertiamo quasi tremila; la media giornaliera delle vaccinazioni fino a poco tempo fa era di 1.500-2.000, adesso facciamo cinquemila somministrazioni al giorno; la media di ricoveri settimanali è passata da 30 a 150 persone... insomma il carico di lavoro si è triplicato, e noi dobbiamo fronteggiare, oltre a una carenza di personale strutturale che accomuna tutto il Paese, anche importanti assenze legate alla pandemia: tra non vaccinati e quindi sospesi, positivi e in quarantena mancano all’appello circa duecento dipendenti, tra sanitari e amministrativi».

SITUAZIONE IN OSPEDALE

La media dei pazienti Covid positivi per cui è stato disposto il ricovero dai medici di pronto soccorso ospedaliero è ora di circa 10 al giorno. Per questo motivo al Santa Maria Nuova è stato necessario riconvertire ulteriori 10 posti letto di Medicina interna in posti letto Covid.

Attualmente i posti letto Covid sono 178, così ripartiti: 13 posti letto in Rianimazione; 16 in Pneumologia; sei nel reparto di Semintensiva respiratoria; sei in Medicina d’urgenza; quattro in Medicina cardiovascolare; 31 nel reparto di Malattie infettive; 32 in Medicina interna a Scandiano. Inoltre sono previsti 22 posti letto attivabili per pazienti positivi al Covid ma ricoverati per altre patologie.

Nell’ultima giornata del 2021, i ricoverati Covid erano 158: 11 in Terapia intensiva, 16 nel reparto di Pneumologia, cinque in quello di Semintensiva respiratoria, sei in Medicina d’urgenza, 52 in Medicina interna al Santa Maria Nuova, 29 in Malattie infettive, 29 in Medicina interna a Scandiano. Inoltre erano presenti una ventina di pazienti ricoverati per altre patologie e trovati positivi al Covid. Tra loro anche un bambino, unico ricovero pediatrico Covid.

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