«Le imprenditrici reggiane hanno pagato il prezzo maggiore»

Reggio Emilia, Rita Cavalieri (Donna Impresa) e il rovescio della medaglia: «Ma hanno affrontato le difficoltà con determinazione» 

REGGIO EMILIA. «Le imprenditrici hanno pagato un prezzo molto alto alla crisi pandemica, ma hanno anche saputo affrontare le difficoltà con eccezionali capacità di resilienza, problem solving, abilità multitasking, doti tipicamente femminili sulle quali occorre continuare a far leva per essere artefici del futuro». Sono chiare le parole di Rita Cavalieri, presidente di Donne Impresa Lapam Confartigianato, nel sintetizzare l’impegno del movimento (che conta oltre 2.000 imprese a guida femminile) verso queste protagoniste della resilienza. È nei loro confronti che l’organizzazione intende operare accompagnandole verso un futuro di sviluppo in una economia che va caratterizzata da sei parole d’ordine: pianeta, persone, profitto, parità, progresso, pace. «La storia di una impresa – aggiunge – la fanno le persone e la nostra sostenibilità consiste nel fare bene per i nostri figli e per le nostre comunità». Poi ricorda la necessità di cogliere le opportunità di rilancio derivanti dalle disposizioni da poco apparse sulla Gazzetta Ufficiale relative al Fondo per l’imprenditoria femminile, preziose per uscire dalla situazione che ha penalizzato le loro aziende.

Nel Reggiano le imprese femminili sono 9.998, pari al 18,5% del totale, e 1.081 sono guidate da giovani under 35 mentre 1.697 sono condotte da straniere. Quanto poi la crisi abbia picchiato duro sul lavoro delle donne lo dicono i dati: in Italia nel periodo della pandemia si è registrato un calo del 7,8% della loro occupazione indipendente, rispetto al meno 6,1% della componente maschile. Trend negativo anche sul fronte del fatturato con le imprese guidate da donne che hanno avuto una diminuzione di 4,4 punti rispetto alla media. E non va meglio sul fronte degli impegni familiari dove le donne, nel ruolo di genitore, a causa della chiusura delle scuole hanno dovuto sopportare un doppio carico di lavoro. «Nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza)il Governo dedica importanti risorse alle donne imprenditrici e dipendenti – concludeCavalieri – che vanno utilizzate in fretta per rendere duraturo e stabile il loro operare».


L.V.

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