Il Gruppo Iren chiude un 2021 di successi e dà il via al piano da 12,7 miliardi di euro

Nell’anno che si chiude oggi investito quasi un miliardo Le nuove assunzioni sono state 850, di cui il 27% donne 

REGGIO EMILIA. Il Gruppo Iren traccia un primo bilancio del 2021 che si chiude oggi, in cui la multiutility si è dimostrata molto attiva sul fronte industriale ed economico-finanziario, rispondendo così, con i propri servizi, agli scenari imposti dalla pandemia e gettando le basi per un ambizioso piano industriale.

Un piano presentato a novembre da Gianni Vittorio Armani, da maggio nuovo amministratore delegato del Gruppo, e poggiato su tre pilastri fondamentali: la transizione ecologica, attraverso una progressiva decarbonizzazione di tutte le attività e il rafforzamento della leadership nell’economia circolare e nell’utilizzo sostenibile delle risorse; l’attenzione al territorio, con l’ampliamento del portafoglio di servizi offerti e una sempre maggior vicinanza a cittadini e pubbliche amministrazioni per identificare nuove esigenze, soddisfare le necessità e trovare soluzioni innovative; la qualità del servizio attraverso il miglioramento delle performance e la massimizzazione dei livelli di soddisfazione dei clienti/cittadini.


Nel 2021 Iren ha investito quasi un 1 miliardo di euro, con dati in crescita in tutte le Business Unit e con prevalenza di iniziative di sostenibilità ambientali coerenti con la strategia Esg, e soprattutto ha presentato un nuovo Piano industriale, il primo decennale (fino al 2030) e il più ambizioso nella storia del Gruppo, con 12,7 miliardi di investimenti in arco piano.

Il 2021 ha confermato il trend positivo di nuovi ingressi in Iren, che si stimano in circa 1.100, comprensivi di oltre 850 nuove assunzioni. Dei nuovi assunti circa il 60% ha meno di 35 anni di età. Fra quest’ultimi il 27% sono donne, a conferma del forte ricambio generazionale avviato all’interno dell’azienda e dell’attenzione alle politiche di genere, con inserimenti di rilievo a livello manageriale e in nuovi ambiti professionali.

L’azienda ha realizzato inoltre significative operazioni, per circa 50 milioni di euro, in particolare per acquisizioni nell’ambito dell’efficientamento energetico e della gestione delle reti di teleriscaldamento. Nel corso dell’anno, Iren ha inoltre concluso con successo, l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario in formato Green Bond di importo pari a 200 milioni di euro, risultando la prima multiutility italiana per numero di strumenti emessi in questo formato (quattro Green Bond benchmark per complessivi 2 miliardi di euro).

La solidità finanziaria dell’azienda è stata inoltre avvalorata da positivi rating confermati nelle ultime settimane dalle più importanti agenzie di valutazione a livello internazionale.

In ambito industriale, l’anno che si sta chiudendo ha visto la messa a terra di investimenti significativi per il potenziamento della rete di teleriscaldamento, con un focus particolare sulla rete di Torino. Nell’ambito dell’economia circolare, Iren ha realizzato nel 2021 alcuni importanti interventi sul piano impiantistico: tra i più significativi il rinnovamento della centrale di Turbigo, l’inaugurazione del nuovo depuratore di Rapallo, il rimodernamento del biodigestore di Cairo Montenotte e il potenziamento dell’impianto IBlu di San Giorgio di Nogaro per il riciclo delle plastiche miste e produzione del polimero Bluair®.

Partita anche la costruzione di nuovi impianti di economia circolare a Vercelli e a Reggio Emilia.

Iren ha saputo infine rafforzare la propria presenza nell’ambito delle Smart Solutions, con un focus sull’efficientamento energetico: grazie all’offerta proposta da Iren Smart Solutions per gli edifici condominiali, il 2021 ha visto il Gruppo chiudere oltre 700 contratti e avviare più di 500 cantieri relativi a lavori di riqualificazione.

La presenza sul territorio si è tradotta nel sostegno da parte del Gruppo a iniziative culturali, sportive e sociali realizzate nelle aree di più storica presenza.