Perdona il convivente violento e il gip revoca l’allontanamento

Maltrattamenti e lesioni: dopo le botte, la coppia si riappacifica e lei ritira la querela. Lui resta indagato

BIBBIANO  Prima denuncia il compagno violento 31enne che l’ha picchiata in strada il 10 dicembre scorso, dopo alcuni giorni lei riprende come se niente fosse la convivenza, non dando seguito in pratica al provvedimento di allontanamento dell’uomo dalla casa familiare con tanto di divieto di comunicazione in qualsiasi forma.

In piena epoca di femminicidi con relativa applicazione del Codice rosso a contrasto delle violenze contro le donne, quanto accaduto nel giro di pochi giorni a Bibbiano mette in rilievo quante variabili delicate possano esserci nei rapporti di coppia tormentati, con esiti davvero difficili da prevedere.


In questo caso specifico – raccontato con una serie di articoli dalla Gazzetta – il gip Silvia Guareschi non ha potuto non tener conto di quanto accaduto durante l’interrogatorio di garanzia (tenutosi martedì) in cui la compagna 27enne si è presentata in aula dicendo non solo di aver ritirato la denuncia – in cui ha rimarcato di essere stata aggredita almeno tre volte dal dicembre 2020 – ma anche di essere tornata a convivere con il compagno già prima che gli venissero applicate le misure restrittive. Insomma, si sono chiariti, l’ha perdonato e ha ripreso la relazione.

E allora per il gip Guareschi «non sono più sussistenti le esigenze cautelari a tutela della parte offesa – scrive nell’ordinanza – che, messa nelle condizioni di beneficiare del provvedimento di allontanamento da casa dell’indagato, ha scelto di riprendere la frequentazione con l’indagato». Da qui la revoca delle misure restrittive.

«Vi sono casi veramente seri in cui è giusto denunciare – commenta l’avvocatessa Jenny Loforese che tutela l’operaio 31enne – mentre per un semplice litigio prima di denunciare bisogna pensarci a modo, non agire d’impeto».

E adesso cosa accadrà? L’indagine per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti del 31enne va avanti d’ufficio e la pm Maria Rita Pantani non ha dato parere favorevole («contrario in attesa dei dovuti riscontri») alla revoca delle misure cautelari.

Vedremo, quindi, che ricadute avrà sull’inchiesta questa decisione del giudice che in un primo momento ha legato la misura restrittiva alle lesioni aggravate, non ritenendo invece sussistenti i gravi indizi di colpevolezza nell’accusa di maltrattamenti. Poi la svolta in aula.

© RIPRODUZIONE RISERVATA