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Reggio Emilia, farmacie prese d’assalto per tamponi rapidi e mascherine ffp2

Bertolani: «Clienti in fila con grande senso di responsabilità per sottoporsi all’esame e non contagiare familiari e amici» 

REGGIO EMILIA. I casi di Covid19 sono in costante aumento – solo nella giornata di ieri ne sono stati diagnosticati altri 707 – e le persone che decidono di eseguire un tampone corrono nelle farmacie per ricevere gli esiti prima di poter vedere i propri amici e parenti a ridosso delle feste. Le scorte di tamponi fai da te nei supermercati sono esaurite e le file d’attesa per il proprio turno in farmacia sono, così, sempre più lunghe. «Le persone che vengono a fare i tamponi in questi giorni sono tante – racconta Stefano Bertolani, titolare della farmacia di Baragalla –. Nei giorni precedenti il Natale l’affluenza è stata sicuramente maggiore, ma arriva gente ogni giorno».

Per poter accedere al servizio di tamponi in farmacia è solitamente necessaria una prenotazione, ma la farmacia di Baragalla offre la possibilità di usufruire del servizio anche ad accesso diretto.


«Noi siamo comunque molto contenti di poter fare i tamponi, perché i tamponi vengono eseguiti in farmacia anche a persone che decidono di farlo non solo se sono asintomatiche o hanno bisogno del Green pass, ma perché vogliono essere sicuri di essere negativi e non attaccare il virus a conoscenti o familiari. E io penso che questo sia sintomo di grande senso civico e responsabilità».

Le nuove disposizioni prese dal Governo prevedono l’obbligo di utilizzare la mascherina ffp2 in numerosi luoghi pubblici, tra cui mezzi di trasporto, teatri e cinema.

«Per quanto riguarda il discorso mascherine – racconta Bertolani – sembra di essere tornati a due anni fa. Fino a qualche settimana fa i clienti venivano ad acquistare principalmente le mascherine chirurgiche; oggi, invece, ci ritroviamo con una quantità indefinita di mascherine chirurgiche invendute e a una richiesta sempre più alta di mascherine ffp2. Purtroppo, in certe giornate ci è capitato di rimanere senza mascherine».

Un altro problema, dovuto al nuovo obbligo di utilizzo delle mascherine ffp2, riguarda i prezzi. «Io ho deciso di vendere le mascherine allo stesso prezzo per cui le ho acquistate. So che così non ho alcun guadagno, ma in una situazione di emergenza come questa, il nostro compito è quello di essere d’aiuto ai cittadini», dice il farmacista.

Gli ospedali sono nuovamente pieni di pazienti positivi al Covid, e il personale medico è stremato. Allo stesso modo, anche le farmacie, prese d’assalto negli ultimi giorni, stanno cercando di svolgere il proprio lavoro nel miglior modo possibile, nonostante le continue richieste.

«Siamo colmi di prenotazioni – racconta Manuel Nicora, direttore della farmacia del centro commerciale Meridiana –. Per nostra fortuna abbiamo un infermiere che si occupa di svolgere i tamponi. La nostra farmacia è abbastanza grande, ma abbiamo comunque dovuto effettuare delle modifiche per seguire le normative dell’Ausl. In questo momento stiamo svolgendo i tamponi all’aperto».

Nicora conferma le parole del collega Bertolani, sostenendo che «le mascherine ffp2 sono diventate difficili da reperire. Stiamo aspettando direttive sui prezzi calmierati. Al momento ci sono giorni in cui ne siamo sprovvisti».

La situazione pare essere la stessa in ogni farmacia. Anche nella piccola farmacia di Pieve Modolena, la farmacista Cinzia Poppi racconta che le prenotazioni sono pressoché al completo. «I nostri calendari sono pieni. Ogni giorno arrivano nuove persone con richieste di tampone. A volte capita che arrivino clienti che sperano di poter eseguire il tampone ad accesso diretto, ma per consentire a tutti di poter svolgere un lavoro nel pieno rispetto delle norme igieniche, abbiamo deciso di affidarci a un calendario. E il nostro è pieno».

La stanchezza, dopo settimane e settimane di lavoro intenso inizia a farsi sentire, e anche i farmacisti cominciano a essere provati dai ritmi frenetici e senza sosta: «La stanchezza inizia a farsi sentire – spiega Poppi – ma il nostro dovere nei confronti dei clienti viene prima di tutto. Stiamo cercando di fare del nostro meglio per garantire un servizio efficace a tutti».

Se inizialmente i pazienti a sottoporsi al tampone rapido erano principalmente appartenenti alle fasce di età più alte, in queste settimane la situazione pare essere cambiata: «Vediamo persone appartenenti ad ogni fascia d’età, dai più giovani ai più anziani. Nelle ultime settimane abbiamo avuto principalmente clienti che vanno dai quaranta ai sessant’anni».

Una situazione critica, che pare non stia lasciando nessuno escluso, ma l’impegno e la responsabilità di ciascuno sta facendo sì che per adesso si riesca a gestirla nel miglior modo possibile. La differenza la faranno sicuramente le prossime settimane.

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