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Rubiera, il sindaco blocca la festa abusiva in un capannone per il Veglione

Il monito di Cavallaro dopo che le voci si sono rincorse: «Se succede, multe per tutti e denunce agli organizzatori»

RUBIERA. Una festa di Capodanno organizzata in un capannone di Rubiera nonostnate i divieti dovuti alla pandemia. In questi giorni segnati dalla cancellazione di tutte le feste ufficiali e dalla chiusura delle discoteche sino alla fine di gennaio 2022, un gruppo di giovani rubieresi ha iniziato ad organizzare “in proprio” un ritrovo parecchio numeroso per il 31 dicembre, decidendo di utilizzare una struttura industriale in una delle tante aree artigianali che punteggiano il territorio di uno dei Comuni reggiani più affollato di attività produttive. Uno dei giovani promotori avrebbe messo a disposizione un vasto edificio di cui ha disponibilità, tramite legami famigliari, e subito dopo è partito il classico giro di avvisi e inviti per l’evento, che avrebbe potuto ospitare centinaia di persone pensando alla capienza potenziale del capannone scelto.

Il passaparola ha funzionato sin troppo bene, praticamente mezzo paese ha finito per sentire questa voce, più o meno definita, sino a che la notizia è arrivata anche all’orecchio del sindaco Emanuele Cavallaro, che ha deciso di rendere pubblico quanto stava accadendo, per bloccare il tutto prima di Capodanno. L’obiettivo sarebbe stato raggiunto, dai sussurri raccolti nel pomeriggio di ieri i giovanissimi organizzatori sono stati informati della sorta di “avvertimento pubblico” del primo cittadino e avrebbero interrotto ogni manovra. «Lo dico prima perché prevenire è meglio che denunciare. La voce che ci sia chi sta organizzando una bella festa di capodanno in un capannone a Rubiera è arrivata a me e anche alle forze dell’ordine. Sappiamo che sta anche prenotando gente da fuori. Se succede si arriva lì, si multano tutti e si denunciano organizzatori e proprietario», ha scritto Cavallaro sul proprio profilo Facebook nella mattinata di ieri. «Dato che non ci teniamo, però, ad un finale del genere, che a prescindere tutela la salute solo a posteriori, invito i potenziali responsabili a ripensarci, che siamo tutti più contenti e sicuri. Chi piglia una denuncia a capodanno, passa in sfiga tutto l’anno», ha ribadito.


Per Cavallaro, il rischio potenziale di contagi, con una festa con tantissime ragazze e tantissimi ragazzi in arrivo dal territorio reggiano e da quello modenese, sarebbe stato troppo elevato per non cercare di intervenire. A parte la questione sanitaria, già di suo un evento con musica e bar in un locale non attrezzato e certificato non sarebbe stato comunque regolare, quantomeno senza aver chiesto per tempo permessi e autorizzazioni. Non è chiaro se l’iniziativa fosse già stata decisa prima dei provvedimenti governativi del 23 dicembre, quelli che hanno cancellato ogni possibilità di festa pubblica, o se sia il tentativo dell’ultima ora di ovviare a quello che tanti adolescenti vivono come un problema non da poco. Come per molti versi è normale che sia, considerata la loro età e l’attenzione che da sempre anima l’Italia per il passaggio dell’anno. Il tema non si ferma d’altronde solo a Rubiera né si esaurisce con questa vicenda: ritrovi più o meno vasti e più o meno sicuri sono in allestimento in tutta Italia, pensati per “sostituire” gli appuntamenti già programmati in discoteche e piazze, quelli vietati dall’ultimo decreto.

Adriano Arati

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