Ladri di trattori: 43 anni di carcere. Condanne pesanti per i nove capi

Arrivano le prime decisioni per i sei della “gang di Novi” e chi ha scelto l’abbreviato. Gli altri 11 a giudizio

NOVELLARA. Condanne pesanti per la “banda dei trattori” che nell’autunno 2019 fece una razzia di mezzi e attrezzi agricoli nelle campagne di Fabbrico, Novellara, nel Modenese e nel Mantovano (Novi, Carpi, Concordia, Mirandola, San Felice, Bondeno di Gonzaga e Moglia), prima di vedere la sua corsa bloccata dall’Operazione Gaggio del commissariato di Carpi, che nel maggio scorso portò a sei arresti e una raffica di indagati.

Venti in tutto le persone coinvolte: la banda era composta da un gruppo di nomadi che vivono nei campi di Novi e Santa Giustina a Mirandola, specializzati nei furti di trattori che poi affidavano ad un altro gruppo di campani, finiti anche loro a processo, per ricettazione. Più di 20 i trattori rubati, ma polizia e carabinieri sono riusciti a recuperarne diversi.


Ieri il giudice Eleonora Pirillo ha emesso il verdetto nei confronti dei nove che hanno scelto il rito abbreviato: in tutto sono stati condannati a 43 anni di carcere, 520 mesi per la precisione, perché in diversi casi è stata riconosciuta anche la recidiva e la continuazione, come sottolineato dall’accusa (pubblico ministero Francesca Graziano), che ha contestato a vario titolo i reati di furto in concorso (con aggravanti) e ricettazione. Ed ecco lo specifico delle pene: un anno e otto mesi per il 47enne cosentino M.V., un anno e sei mesi per il 39enne napoletano R.V. e un anno e otto mesi per il casertano S.C. Poi le pene maggiori per la “banda nella banda” che abita a Novi: sette anni al 54enne A.C., sei anni e otto mesi al 44enne B.F. Poi sei anni al 26enne D.L., altri sei anni al 21enne M.L. e altri sei anche al 39enne M.L. e al 45enne L.L., tutti parte di una stessa famiglia. Quindi dieci mesi al 24enne modenese J.O.Q. Contestualmente, per gli altri 11 è stato disposto il rinvio a giudizio con rito ordinario: prima udienza fissata per il 27 aprile alle 9 davanti al collegio dei giudici. I trattori andavano da un valore di 10mila euro a 100mila.

Tra i fatti contestati, anche il furto di cinque botti di aceto balsamico commesso nel dicembre 2019 in un garage di Carpi. E quello di un orologio e un cellulare sottratti in una ditta di Mirandola nel febbraio 2020. Ma al 26enne D.L. sono stati contestati anche i tentati furti con auto ariete compiuti il 17 e il 23 dicembre 2019 in due distributori di benzina nel Reggiano, a Novellara e a Correggio. I furti di trattori (dei John Deere, Landini e New Holland) venivano commessi prevalentemente di sera e di notte, approfittando del buio e della chiusura dell’attività lavorativa, in zone appartate dopo diversi e mirati sopralluoghi.

Anche le mogli degli indagati collaboravano attivamente, accompagnando i coniugi nel corso dei loro blitz, per non destare sospetti e facendo da tramite tra le varie famiglie. La merce rubata, in attesa di essere caricata su camion per il trasporto in Campania per poi essere rivenduta all'estero, veniva custodita in casolari o capannoni in disuso e abbandonati tra le campagne dei comuni limitrofi al luogo dei furti. A fianco del gruppo di Novi agiva quello campano, costituito da cinque persone, avvalendosi di autisti compiacenti e di automezzi particolari per il trasporto dei trattori, muniti di cartelloni “copri e scopri”.

La polizia ha eseguito gli arresti il 14 maggio all’alba. L’indagine è durata quasi un anno, a partire da settembre 2019, con al centro una banda che poteva contare in particolare su «una fitta e capillare rete di ricettatori», come hanno sottolineato gli investigatori, in particolare sulla cooperazione col gruppo criminale campano per piazzare i trattori all’estero.

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