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Pugnalò in casa l’ex convivente, donna condannata a un anno

La 42enne, ubriaca all’arrivo dei carabinieri, aveva aggredito anche i militari. Ieri in tribunale l’udienza con rito abbreviato. Il difensore: «Valutiamo il ricorso»

REGGIO EMILIA. Si è concluso con una condanna ieri mattina in tribunale a Reggio il primo grado del processo che vede coinvolta una 42enne di origine straniera accusata di aver ferito a coltellate l’ex convivente al culmine di una violenta lita domestica.

La sentenza


La donna, difesa dall’avvocatessa Rosa Apadula, è comparsa in aula davanti al giudice Simone Medioli Devoto per il rito abbreviato e, come accaduto anche nella scorsa udienza, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Sentite anche le ragione del pm, Marco Marano, al termine dell’udienza il magistrato ha infine condannato la donna a un anno di reclusione. «Attualmente si trova agli arresti domiciliari – commenta l’Apadula – ma dovrà essere rimessa in libertà. Ora valuteremo se ricorrere in Appello o chiedere una misura alternativa».

L’accoltellamento

I fatto oggetto del processo risalgono alle 22.30 di lunedì 22 novembre, quando al 112 giungono diverse telefonate allarmate da parte di residenti nella frazione di Gaida riferendo di aver udito più volte una voce maschile invocare «aiuto, aiuto» e forti rumori provenire da un appartamento. Gli uomini dell’Arma, giunti sul posto, solo dopo aver suonato più volte e atteso diversi minuti si sono visti aprire la porta da una donna, evidentemente ubriaca, che ha finto di essere sola in casa e che ha dichiarato che tutto andasse bene.

I carabinieri però, insospettiti dalla vista del sangue, hanno chiesto di entrare ed è bastato loro seguire la scia rossa sul pavimento per trovare un uomo in bagno, con evidenti tagli al volto, alle braccia e alla mano. Poi identificato in un reggiano di 38 anni abitante in città e venuto a far visita all’ex per dirimere una questione personale, ha spiegato di essere stato colpito dalla donna al culmine di un diverbio.

Secondo il suo racconto la 42enne, fuori di sé dall’ira, aveva afferrato un coltello da cucina di grosse dimensioni (solo la lama è lunga 31 centimetri) sferrandogli diverse pugnalate, che avevano lacerato il piumino che indossava e causato quelle ferite. Lui aveva reagito e, dopo una breve colluttazione, era riuscito a disarmarla rifugiandosi in bagno e chiudendosi a chiave dall’interno. Il coltello, ancora insanguinato, è stato recuperato sempre in bagno e sequestrato dai militari. La donna, anziché confermare l’accaduto, ha cercato di spingere fuori e aggredire i carabinieri, tanto che è stato necessario l’arrivo di un’altra pattuglia dell’Arma.

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