Tavoli e sedie riscaldati made in Reggio Emilia. Nasce dal lockdown l’idea per i “dehors 2.0”

In uso alla Piccola Piedigrotta, presto saranno in commercio «Il calore si diffonde il tutto il corpo e si regola tramite app»

REGGIO EMILIA. Durante i mesi più duri della pandemia baristi e ristoratori hanno potuto sfruttare solamente gli spazi esterni, nonostante le temperature non sempre miti. Ma Giovanni Mandara, titolare della Piccola Piedigrotta, in centro storico, ha fatto di necessità virtù.

E assieme a un gruppo di amici, dopo una «chiacchierata davanti a un bicchiere di vino», ha realizzato un progetto già avviato sulla strada del successo: Aurelio e Faustina, rispettivamente i nomi dati a tavolo e sedia dotati di un innovativo sistema di riscaldamento interno capace di irradiare la maggior parte del corpo dei commensali. Proteggendo così dal freddo in maniera più efficace rispetto ai classici “funghi” e stufe.


«L’idea è nata lo scorso anno, durante il periodo più buio della pandemia – spiega il ristoratore –. Stavo chiacchierando con un mio amico sul problema di far mangiare i clienti al freddo e, fra un discorso e l’altro, gli ho raccontato della mia auto con i sedili e lo sterzo riscaldabili. Lui, che è un termotecnico, ha poi avuto l’intuizione di applicare questo meccanismo anche a tavoli e sedie».

Così i due, assieme a un terzo amico toscano, si sono messi all’opera realizzando nel giro di poco, grazie alle competenze dei tre soci, il primo prototipo. Da aprile dello scorso anno le cose sono poi andate avanti tanto che, oggi, è stato depositato il brevetto del design ed è nata una società dedicata, la Commodo Srl composta da Mandara, dalla Torreggiani Spa per la parte degli impianti termodinamici e dalla “Polistudio design”, ovvero l’artigiano toscano che ha sviluppato le linee di tavolo e sedie.

«Abbiamo realizzato tutto noi – prosegue Mandara – e attualmente la produzione è a livello artigianale. Ma siamo andati a esporre al Fuorisalone di Milano e abbiamo già avuto moltissime richieste da privati e distributori. Attualmente i modelli sono utilizzati solo nel dehor mio locale ma ci stiamo attrezzando per produrre a livello industriale».

Ma come funziona il tutto? I tavoli sono alimentati da corrente elettrica a 220 volt e collegati alle sedie mentre come materiale è stato scelto il polistirolo polipropilene ricoperto di una resina impermeabile. La “pellicola” riscaldante è inserita dentro i mobili e ha la capacità di arrivare fino a una temperatura di 45 gradi mentre nel tavolo, davanti alle sedute, sono state collocate delle piastre di 40 centimetri per 60 così da riscaldare la zona di appoggio dei piatti e delle mani ma non altre zone da mantenere fresche in caso, per esempio, vi vengano appoggiate bevande e bottiglie.

A dimostrare l’estro creativo dei tre soci anche i nomi scelti per le diverse tipologia di temperatura che è possibile impostare tramite un’app: «La più fredda si chiama Cortina – conclude il ristoratore – poi si passa a Portofino, Amalfi e Taormina. L’Italia unita, da nord a sud».

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