Minaccia l’ex sparando in aria: condannato

Il 42enne si era recato una seconda volta davanti all’abitazione della donna scarrellando l’arma per intimorirla

Gattatico. Da tempo ai ferri corti con l’ex compagna 28enne, è finito sotto processo il 42enne – originario del Salernitano e residente in Val d’Enza – con l’accusa di minaccia grave.

E per gli inquirenti oltre a minacciare l’ex convivente, in un’occasione (il 5 giugno 2020) si era recato a casa della donna sparando un colpo d’arma da fuoco per intimorirla, per tornarvi undici giorni dopo scarrellando l’arma per farne sentire il rumore alla sempre più spaventata 28enne.


Una storia di minacce che si è chiusa per quest’uomo – difeso dal legale Costantino Diana – con la condanna a quattro mesi di reclusione. Sentenza emessa dal giudice Cristina Beretti.

Per la pm Maria Rita Pantani che ha condotto le indagini, alla base di tutto vi sarebbe la gelosia, scatenatasi da quando l’ex compagna ha un nuovo fidanzato. Dall’ex compagna il 42enne ha avuto una figlia.

La donna non si è costituita parte civile, ma non ha certo ridimensionato l’incubo iniziato alla fine del 2017, quando il campano era finito in carcere una prima volta per un episodio di violenza consumato nei confronti della madre.

Le conseguenze ricaddero anche sulla donna e sulla loro figlia minore: entrambe, prive di un sostentamento, finirono in una casa famiglia di Reggio Emilia e poi trovarono appoggio dalla famiglia di origine di lei. Una situazione che però l’uomo non ha mai accettato.

Come non ha accettato che la compagna abbia deciso di troncare ogni rapporto. Dal carcere ha cominciato a tempestare di telefonate la donna e a scriverle lettere, minacciandola pesantemente.

Voleva che se ne andasse dalla casa della madre, accusandola di non occuparsi come si deve della loro figlia. La donna, ormai stremata, a febbraio 2019 si era rivolta ai carabinieri di Gattatico denunciando i fatti.

Preoccupata perché l’ex presto sarebbe uscito dal carcere. La scarcerazione èera in effetti avvenuta a giugno. A luglio per lui era scattata la misura cautelare: ovvero, il divieto di avvicinamento alla donna, con l’obbligo di starle lontano almeno un chilometro e di non poter avvicinarsi né alla sua casa né a qualunque altro luogo da lei frequentato.

Ma non era bastato. Come non è bastato alla donna cambiare il numero di telefono cellulare. Le minacce sono continuate, anche attraverso i social. Ora questa condanna per le minacce.

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