Offese su Facebook “Leone da tastiera” condannato a sei mesi

Roberto Cesi

Il 39enne diffamò il luogotenente dei carabinieri Roberto Cesi. L’avvocato: «Siamo soddisfatti dell’esito del processo»

REGGIO EMILIA. Un proscioglimento del commentatore (per tardività di querela) e una condanna dell’autore del post: si è concluso così il processo per diffamazione aggravata a carico di due uomini di 39 anni, portati in tribunale dall’ex comandante dei carabinieri di Correggio Roberto Cesi.

I fatti risalgono al 2016, quando Cesi era stato scagionato anche in Appello da tutte le accuse (concussione, violenza, minaccia, truffa e falso). Il 39enne aveva postato sulla pagina Facebook “Sei di Correggio se...” un articolo di stampa, che riferiva della richiesta di condanna del luogotenente. Sotto l’articolo che aveva linkato, il 39enne si compiaceva della disavventura giudiziaria, scrivendo una serie di ingiurie («buffone», «pagliaccio», «carabiniere corrotto») che erano state commentate, con il medesimo tenore, dall’altro 39enne. Risultato: i due leoni da tastiera erano stati querelati da Cesi per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa (l’aggravante consiste nell’uso del web, che amplifica la platea dei possibili lettori).


Entrambi, secondo il capo d’imputazione, «offendevano la reputazione del luogotenente in più occasioni».

«In quel contesto social le ingiurie diventano lesive dell’onore della persona», ha spiegato l’avvocato Alberto Montanarini di Parma, che rappresenta Cesi costituitosi parte civile.

Martedì scorso il processo si è concluso con la condanna del 39enne. Il giudice monocratico Silvia Semprini lo ha ritenuto responsabile e lo ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e 600 euro di multa, oltre «al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile che si liquidano in 3.500 euro».

«Il risarcimento del danno concesso è in forma generica, per vederlo specificato si dovrà andare davanti al giudice civile, ma non ne ho ancora parlato con il mio assistito – ha concluso Montanarini –. Per ora ci dichiariamo soddisfatti dell’esito».

Da notare che è tuttora pendente un altro procedimento fotocopia a carico di altri due diffamatori.

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