Nelle scuole reggiane il 5% del personale non si è vaccinato. In alcune ci sono anche 14 no-vax

Bernardi, dirigente Ufficio scolastico provinciale: «Siamo in linea con i dati nazionali». Cinque giorni per vaccinarsi, presentare il certificato di guarigione o l’esenzione

REGGIO EMILIA. Il 5% del personale scolastico reggiano non risulta in regola con la vaccinazione anti-Covid che per la categoria, dal 15 dicembre, è diventata obbligatoria.

«Sono numeri in linea con quelli registrati a livello nazionale – commenta Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale – e che confermano che il 95% del personale, tra docenti e Ata, ha aderito alla campagna vaccinale».
 
La raccolta delle informazioni sta avvenendo in queste ore, perché i dipendenti che non si sono ancora vaccinati compaiono sulla piattaforma Sidi (quella già usata dai dirigenti scolastici per il controllo dei green pass) con un semaforo rosso. «Da una prima rilevazione sul territorio che considera 43 istituti scolastici (elementari, medie e superiori) sui 67 totali – spiega Bernardi – la media dei non vaccinati è del 6%, ma questo dato si abbasserà raggiungendo il 5% perché al momento comprende anche le persone che sono in attesa di certificato di avvenuta guarigione dal Covid e quelle che invece non possono vaccinarsi e devono produrre una certificazione in tal senso».
 
Agli inadempienti è stato o sarà notificato l’obbligo di provvedere alla vaccinazione, «poi avranno cinque giorni di tempo per presentare il certificato di avvenuta vaccinazione, il certificato di guarigione rilasciato dall’Ausl o l’esenzione dalla vaccinazione rilasciata dal proprio medico di medicina generale, dopo il termine scatterà la sospensione». Nel resto d’Italia il personale scolastico può, nei cinque giorni che seguono la notifica, presentare anche solo la prenotazione dell’appuntamento vaccinale ma a Reggio questa possibilità non è ritenuta valida: «L’Ausl reggiana ha infatti garantito l’accesso diretto alla vaccinazione per il personale scolastico, quindi non è necessario prenotarsi, basta recarsi in uno dei centri vaccinali attivi in tutta la provincia», spiega il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale.
 
L’obbligo vaccinale vale anche per chi è in malattia o ha richiesto un’aspettativa breve, e che magari termina il 23 dicembre: «Anche a queste persone è stata inviata la notifica, perché dovranno essere in regola al loro rientro». Sono invece esclusi i dipendenti che avevano già fatto richiesta di aspettativa lunga, che può durare anche un anno. 
 
Nonostante la percentuale di non vaccinati sia piuttosto bassa, questo non significa che mancheranno i problemi, organizzativi per lo più. «Ci sono scuole in cui c’è un solo dipendente non vaccinato – conferma Bernardi – altre in cui ce ne sono 14 o 15». Per sopperire alla mancanza di docenti gli istituti dovranno attingere dalle graduatorie interne, come d’altra parte avviene ogni anno a partire dal 1° gennaio. 
Potranno essere chiamati insegnanti di terza fascia (ossia quelli non abilitati all’insegnamento ma che sono in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento), ma anche di prima o seconda fascia nelle classi di concorso che non sono ancora state esaurite. 
«Ci saranno criticità – annuncia Bernardi – a reperire sostituzioni in alcune classi di concorso, come matematica o quella degli insegnanti di sostegno specializzati».
 
Il piano “B” comunque c’è già: attingere alle “messe a disposizione”, ovvero a quelle persone – tra cui ad esempio studenti universitari di Scienze della formazione che stiano completando il proprio percorso di studi – che si autocandidano con una lettera al preside. In caso di necessità, per esempio alle elementari, le scuole potranno contare anche su di loro.
 
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