Contenuto riservato agli abbonati

L’abbattimento del muro “celebrato” un anno fa ma viale Ramazzini resta chiuso

Viale Ramazzini oggi

Reggio Emilia, fu il sindaco Luca Vecchi a presenziare alla demolizione a bordo di una ruspa. Ieri in viale Ramazzini i cittadini esasperati hanno lasciato la scritta “Aprire” 

REGGIO EMILIA. È triste e frustrante l'anniversario celebrato ieri in viale Ramazzini con un'unica parola scritta con il pennarello su semplici fogli affissi sulla rete di plastica rossa che delimita i lavori in corso da dodici mesi: “APRIRE”. Il duplice muro non c'è più. Lo demolì il 15 dicembre 2020 la ruspa con a bordo il sindaco, venuto a dimostrare agli abitanti di Santa Croce l'adempimento della promessa di abbattere l’invisa cortina. Però è stato subito sostituito da due file di barriere “new jersey” di cemento sormontate da reti di ferro che impediscono di scavalcarle. In mezzo i treni della ferrovia Reggio-Guastalla e del deposito di via Talami transitano sul binario che deve rimanere isolato nell'estenuante attesa dell'installazione del passaggio a livello.

La breccia nel muro di viale Ramazzini un anno fa


Intanto la protesta dei cittadini monta on line sul sito “Ascoltare Santa Croce”, creato sette anni fa per dare voce alle richieste di un quartiere disagiato che vedeva nella riapertura di viale Ramazzini un acceleratore del riscatto a cui aspira. Nell’apertura della pagina Facebook campeggia ancora la vecchia fotografia del muro di Berlino assunto ad emblema della segregazione a cui i residenti si sentono costretti. La foto postata ieri ritrae le quattro persone venute ad affiggere gli appelli a ripristinare la situazione di vent'anni fa, quando la viabilità non era ostacolata da lunghe deviazioni.

Lo striscione che era stato esposto in viale Ramazzini un anno fa

Su Facebook non manca un esponente della società sportiva Falk Galileo che bolla come menzogne le promesse di riaprire il viale, assimilandole a quelle che riguardano i campi di via Agosti. Stefano Buffagni, membro attivo del comitato di Santa Croce, gli risponde: «Ti ricrederai, nonostante i ritardi». Anche lui, però, è demoralizzato: «Il Comune – spiega – ha fatto ciò che doveva demolendo il muro. Il resto dell'opera spetta a Fer (la società Ferrovie dell'Emilia Romagna, proprietaria delle ex-Ferrovie Reggiane, ndr), che deve ancora realizzare il passaggio a livello con i collegamenti elettrici, le sbarre e il segnalatore acustico». Un anno fa prevaleva l'ottimismo. I cittadini di Santa Croce dicevano soddisfatti, «ormai è fatta», mentre raccoglievano i frammenti dei blocchi di cemento a ricordo di un incubo svanito. Non immaginavano che dovesse trascorrere ancora tanto tempo. Invece l'isolamento del quartiere permane. «È imbarazzante – spiega Buffagni – che si debbano ancora allungare i percorsi di almeno ottocento metri. Chi abita in via Veneri è obbligato ad uscire percorrendo via Bligny e via Adua».

Lo striscione che era stato esposto in viale Ramazzini un anno fa


Il Comune prevede in viale Ramazzini il transito a senso unico verso viale Regina Margherita, sul quale si incanala anche il traffico proveniente da via Sforza. «La riapertura – insiste Buffagni – è fondamentale per la vivibilità di una zona che sta rifiorendo con gli interventi sulle ex-Reggiane. Gli irregolari ne sono stati allontanati ed è stato liberato anche il parco del Tasso dove si erano spostati. La moschea di via Adua è stata chiusa. La situazione è molto migliorata, sotto il profilo della sicurezza. Gli insediamenti nel Tecnopolo aumentano la domanda e il valore degli immobili». Il comitato confida nell'impegno del Comune a sollecitare l'intervento da parte di Fer: «Mi sento spesso – riferisce Buffagni – con il vicesindaco Alex Pratissoli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA