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Case popolari, Rio Saliceto non rinnova la convenzione ad Acer

Voto unanime in consiglio comunale: si cerca un gestore. Malavasi: «Proviamo a migliorare il rapporto costi-benefici»

RIO SALICETO. Vista da Reggio Emilia, Rio Saliceto non è un puntino in provincia: conta appena 6mila abitanti ed è stretta tra Carpi e Correggio. Ha però qualcosa come 43 alloggi popolari che, più di una volta, hanno dato qualche grattacapo all’amministrazione comunale, che ha deciso di tentare una svolta nella gestione di questi alloggi che non sono fatti solo di muri e tetti, ma ospitano storie famigliari spesso segnate da fragilità e che necessitano di una lunga serie di servizi di assistenza che, giocoforza, ricadono sul Comune. Per questo motivo una paio di settimane fa il consiglio comunale – con voto unanime tra maggioranza e opposizione – ha deciso di non rinnovare la convenzione ad Acer e di gestire in via diretta il patrimonio pubblico. «Non usciamo da Acer né si tratta di una bocciatura – ci tiene a precisare il sindaco Lucio Malavasi – noi siamo e restiamo in Acer, ma abbiamo deciso di sperimentare per un anno la gestione diretta perché l’edilizia popolare è un universo complesso che va seguito a stretto contatto».

Interpellato sul voto in Consiglio, Malavasi spiega quindi la presa in carico di quello che sulla carta sembra essere più un onere che un onore. «L’obiettivo è cercare di avere maggior controllo. Il ragionamento fatto durante la discussione in consiglio comunale riguarda le necessità di seguire meglio patrimonio e residenti. Ci sono casi di inquilini con morosità, ma incolpevoli che prendiamo in carico, altri con morosità che sono invece colpevoli per i mancati pagamenti e in quei casi dobbiamo poter intervenire in tempo breve per evitare l’acuirsi del disavanzo. Così come nei casi in cui ci troviamo davanti a devastazioni di alloggi che determinano per l’amministrazione delle spese ingiustificate a danno delle collettività. Non abbiamo strumenti per intervenire e quei danni li ripagano i nostri cittadini. Noi dobbiamo essere tempestivi e offrire spazi adeguati anche ai nostri concittadini in difficoltà, ma che non si rivolgono a noi perché non vogliono stare in un luogo magari poco vivibili». Il Comune ha quindi pubblicato un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse a cui dovrebbero rispondere degli amministratori di condominio che saranno retribuiti per il servizio. «L’iter sta per concludersi e quando apriremo le buste affideremo l’incarico alla nuova società che gestirà i nostri 43 alloggi in tutti i loro aspetti – spiega Malavasi – Da parte nostra non c’è alcuna volontà politica contraria all’azienda per la casa dell’Emilia-Romagna». Per Acer il mancato rinnovo della convenzione della gestione degli alloggi da parte di un Comune non è una novità. Esiste un turnover in merito e a breve dovrebbero entrare due nuovi Comuni e una Asp. «Certo – conclude Malavasi – Dovremo farci carico di grossi lavori di ristrutturazione con l’incognita del bonus al 110% e siamo consapevoli che c’è un rischio di frammentazione per Acer, con la quale continueremo a collaborare. Io non ho la verità in mano e solo questo primo anno di gestione diretta ci dirà se sarà virtuosa o se dobbiamo fare marcia indietro e riaffidare il servizio ad Acer, che sconta una struttura presente, ma non capillare come quella dei Comuni».


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