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Tragedia di Toano, Federico «voleva diplomarsi e fare il carabiniere»

Il giovane annegato nel pozzo era pizzaiolo e casaro. Locale chiuso per lutto: «Due lavori e lo studio: un giovane con una marcia in più»

TOANO. «Federico faceva due lavori più la scuola serale, per arrivare al diploma. Già questo dimostra che aveva una marcia in più». Carla Ghirardini, titolare del ristorante La Collina, ieri ci ha parlato con il cuore in gola. Alla porta del locale è stato affisso subito un cartello: “Chiuso”.



«Per lutto e per rispetto. Federico qui era di casa. L’accaduto è incredibile, ci ha sconvolto. Appena abbiamo visto passare tutte quelle ambulanze e abbiamo appreso la notizia abbiamo deciso di abbassare la serranda per un giorno».

Federico lavorava al ristorante come piazzaiolo da tre o quattro anni. «Aveva un contratto a chiamata, era in servizio nel fine settimana. Lui e mio cognato si alternavano davanti al forno delle pizze, una sera per uno». La titolare non è in grado di stabilire a che ora il giovane abbia finito il turno, sabato sera. «Non ricordo. È stato un sabato sera normale, piuttosto affollato ma con il consueto ritmo – ha proseguito la titolare – e come d’abitudine gli amici sono venuti a prendere Federico. Spesso gli amici venivano qui a mangiare e aspettavano che finisse, per fare due chiacchiere fuori o per proseguire la serata». La ristoratrice lo ricorda come «un bravo ragazzo, sempre disponibile, che guardava al futuro con impegno».



Nel frattempo è arrivato davanti alla pizzeria un giovane, con gli occhi lucidi: un amico coetaneo. «Sono venuto a salutare. No, non me la sento di parlare».

Federico Pellini aveva abbandonato l’istituto alberghiero di Serramazzoni prima di terminare gli studi. In seguito si era ravveduto e forse pentito; aveva iniziato a frequentare il corso serale del Nelson Mandela di Castelnovo Monti, per recuperare gli anni perduti e conquistare il diploma. «Frequentava l’ultimo anno, a giugno prossimo avrebbe dovuto sostenere l’esame – ha proseguito Ghirardini –. Il diploma era requisito indispensabile per coronare il suo sogno: entrare nell’Arma dei carabinieri».

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Federico lavorava nel week end in pizzeria e durante la settimana per mezza giornata al caseificio di Quara, dove lo zio è casaro. Vita dura per un giovane: sveglia alle 5, partenza con il furgone che recapita il latte. Anche domenica mattina il ventenne era atteso prima dell’alba.

«Non si è presentato, tanto che abbiamo dovuto mandare un altro ragazzo – ha dichiarato Martina Casini, dallo spaccio della Latteria Sociale di via Crocetta –. Il padre è passato di qui a cercarlo alle 6.30, per controllare se il figlio avesse fatto troppo tardi e fosse venuto direttamente al lavoro, ma di Federico nessuna traccia. Il papà ha chiesto anche a un altro garzone, amico del ventenne: avevano la stessa età e uscivano spesso insieme, ma anche lui non sapeva nulla. A quel punto ci siamo impensieriti pure noi». La latteria ieri era aperta. «Noi lavoriamo ogni giorno. Non abbiamo avuto il tempo di pensare, ma senz’altro per il funerale intendiamo chiudere».