Il paese in lutto per la morte di Gigi Dito puntato sulla sicurezza della 63

Il giovane investitore si è recato dalla famiglia con i genitori per chiedere perdono Commozione tra i vezzanesi  per l’ennesimo incidente

VEZZANO. Sgomento e dolore ieri mattina quando in paese si è sparsa la voce della tragica morte del 93enne Ennio “Gigi” Motti, vittima dell’incidente stradale avvenuto giovedì sera sulla statale 63 in via Roma Sud. Il pensionato è stato investito intorno alle 21.10 proprio davanti a casa sua, mentre attraversava la strada, da una Bmw condotta da un giovane.

L’anziano era uscito da casa e stava andando al bar Sport del centro; avrebbe preso un caffè, poi due chiacchiere guardato un po’ di partita – era tifoso del Milan – prima del rientro. Di solito non si assentava tanto da casa, anche perché aveva paura dei ladri.


Giovedì sera ha iniziato ad attraversare la strada per raggiungere il marciapiede, come aveva fatto per migliaia di volte (abitava in quella casa da sempre). In questo momento c’è stato l’impatto mortale. L’auto che lo ha centrato viaggiava in direzione di Reggio. Nell’impatto, l’anziano è stato sbalzato per diversi metri, finendo esanime proprio sulle strisce pedonali. La sua mascherina è rimasta sull’asfalto.

Una maledetta strada, la statale 63, trafficata e buia, sulla quale si sono verificati molti incidenti, di cui diversi con esito mortale.

Vezzano ha già pagato un grosso tributo di vite umane: i pedoni che hanno perso la vita sono stati tre solo negli ultimissimi anni, senza contare quelli precedenti. E altri morti nel tratto comunale, sempre a causa di incidenti stradali. Sono stati annunciati diversi progetti migliorativi, ma la situazione rimane la stessa: la strada statale 63 resta pericolosa.

Gigi era un vezzanese doc, era molto conosciuto. Per oltre 60 anni ha esercitato il mestiere di segantino ambulante: andava nelle case a tagliare legna. Persona mite, simpatica, spiritosa, devota. Un cristiano praticante: frequentava assiduamente la messa domenicale. In molti lo ricordano entrare in chiesa e inginocchiarsi, facendo il segno della croce prima di accomodarsi nel suo banco. Tanti i commenti sui social. Nel ricordarlo, una sua amica ha scritto: «Ciao Gigi, sei stato una persona cordiale, disponibile, riservata e sempre sorridente. Ora sei solo tornato con i tuoi cari, ma sarai sempre con noi. P.S.: anche lì ci sarà tanta legna da tagliare. Ciao».

I rilievi dell’incidente sono stati espletati dai carabinieri di Castelnovo Monti e da quelli di Villa Minozzo, con una pattuglia della Polstrada a regolare il traffico, che ha subito pesanti ripercussioni dopo l’incidente, con code chilometriche in entrambi i sensi di marcia. La statale è rimasta chiusa al traffico fino alle 23 circa, quando la salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Coviolo, a disposizione del magistato. Si attende di conoscere la data del funerale che, probabilmente, sarà celebrato all’inizio della prossima settimana. Ieri mattina il giovane investitore, accompagnato dai suoi famigliari e disperato, si è recato nell’abitazione della figlia di Gigi, Lucia, per esprimerle il dispiacere per quanto accaduto, ricevendo tanta comprensione e conforto. Gigi lascia la figlia Lucia con Gianni, i nipoti Federico e Luca, il fratello Walter.

Domenico Amidati

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