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Rapina in villa a Reggio Emilia: Bigi ostaggio di 4 rapinatori. Poi la liberazione con l’arrivo della moglie

La Polizia sul luogo della rapina

Molta paura ma nessuna ferita per il padrone di casa. Al vaglio le telecamere ad alta definizione per ricostruire la fuga



REGGIO EMILIA. È stato sorpreso verso le 20 da quattro uomini che avevano il volto coperto dai passamontagna e un probabile accento straniero, armati apparentemente di potenti torce, con le quali lo hanno accecato, accerchiandolo poi per intimargli di consegnare soldi e orologi custoditi nella cassaforte. È questo l’identikit tracciato ieri da Dante Bigi agli uomini della Questura che stanno indagando sulla violenta rapina avvenuta giovedì sera nella villa dell’ex patron del colosso dei formaggi Nuova Castelli.

Dante Bigi

Una drammatica serata vissuta dall’imprenditore settantenne, che dopo aver venduto la corazzata dei formaggi ha proseguito a lavorare nell’altra sua creatura, la Airone, società che produce e vende tonno in scatola con una sede anche in Costa d’Avorio. Una vita, quella dell’imprenditore reggiano, vissuta sempre in prima linea nei tanti affari tra Europa e Africa. Giovedì ha però vissuto uno dei capitoli più terribili della sua storia. Mentre si trovava solo nella grande villa, in via Tassoni, poco fuori il centro città e a ridosso del torrente Crostolo, è rimasto vittima dell’assalto che, fortunatamente, si è risolto con la fuga dei rapinatori, senza alcun ferimento.

Bigi ha consegnato gli orologi e i soldi che erano custoditi in casa. Sopraffatto dalle minacce rivoltegli dai quattro uomini non ha infatti opposto resistenza. Poi è stato legato e imbavagliato: una volta immobilizzato, il commando si è allontanato – dopo aver rovistato nelle altre stanze – tornando verso il grande parco della villa, nel quale era rimasto probabilmente nascosto prima dell’assalto curato nei particolari. L’imprenditore è rimasto solo nella grande villa, in attesa di essere liberato. A soccorrerlo è stata poi la moglie, Silvana Turrini, una volta rientrata a casa. Lo ha liberato e da lì è partita la chiamata al 113. La sala operativa della Questura ha dirottato in via Tassoni le pattuglie libere, trovando il padrone di casa in strada ad attenderli.

Gli agenti hanno ascoltato la prima ricostruzione dell’imprenditore, dando subito il via alla ricerca della banda dei quattro rapinatori, senza escludere che ci potesse essere un altro complice a fare da “palo” all’esterno. Ieri mattina Bigi è stato sentito ancora una volta dagli investigatori della Squadra mobile, che hanno raccolto quante più prove e indizi possibili. La villa è dotata di due entrate: una in via Tassoni e l’altra nel retro, in via Francesco De Sanctis, da dove sono probabilmente entrati i rapinatori. Ieri mattina il grande cancello di ferro era ancora leggermente aperto, segno di una forzatura o di un malfunzionamento. Già ieri il livello di sicurezza della villa è stato però innalzato e sono al vaglio delle forze dell’ordine i filmati delle telecamere ad alta definizione sia della proprietà sia quelle che puntellano le strade vicine, per poter così tracciare l’arrivo e la fuga della banda ricercata ad ampio raggio.

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