Violenta rapina nella villa di Dante Bigi

L’imprenditore era a casa da solo. Quattro banditi hanno fatto irruzione, si sono fatti aprire la cassaforte e lo hanno legato 

REGGIO EMILIA. Un commando nascosto nell’immenso parco, spuntato fuori all’improvviso, con uno stratagemma ha fatto “visita” ad un noto imprenditore costringendolo ad aprire la cassaforte per poi legarlo e imbavagliarlo. Una violenta rapina in villa è stata messa a segno ieri sera in via Tassoni, dimora di Dante Bigi, il settantenne imprenditore e fondatore de La Nuova Castelli, colosso del Parmigiano-Reggiano, del grana e di prodotti caseari, sponsor della Reggiana e con filiali in tutto il mondo.

La serata di paura si è svolta sul lungo Crostolo, dove si trova un enorme parco recintato con due ingressi: il primo si affaccia su via Tassoni, il secondo su via de Sanctis, confinante con il parco delle Caprette. All’interno si trovano due civici differenti, il 117 e 119: lì risiedono Dante Bigi e la moglie Silvana Turrini più lo stabile di un familiare.


Non è dato sapere da dove siano entrati i banditi. In quel momento l’imprenditore si trovava in casa da solo quando è stato sorpreso dall’irruzione di quattro individui, sbucati dal buio in silenzio, con il viso coperto da un passamontagna; con poche parole – il malcapitato ha avvertito un accento straniero – i malviventi hanno fatto capire che puntavano alla cassaforte.

I rapinatori sono entrati all’interno e hanno intimato al patron di aprire il forziere; all’interno c’erano orologi di pregio e un’imprecisata somma di denaro. Dopo aver ubbidito alle direttive dei malviventi Bigi è stato legato e imbavagliato nella camera da letto, mentre i banditi continuavano a rovistare nell’abitazione, dove pare abbiano aperto i mobili e frugato nei cassetti.

Alle 21, quando il commando si era già volatilizzato con un lauto bottino, Dante Bigi è riuscito a liberarsi e a lanciare l’allarme. Ad aspettare la polizia di Stato davanti al cancello della villa, insieme al cane, c’era un trepidante e alquanto agitato padrone di casa, che ha parlato a lungo con gli agenti di due pattuglie della Squadra Volanti accorse subito sul posto. I poliziotti hanno ascoltato il racconto dell’imprenditore, cercando di tranquillizzarlo e di fargli ricordare dettagli che potrebbero essere fondamentali per risalire ai responsabili.

Nell’immediatezza i poliziotti hanno eseguito un accurato sopralluogo nella vasta area verde, perlustrata alla luce delle torce in cerca di tracce ed elementi utili a ricostruire i movimenti della banda.

Una banda di professionisti, che sapeva come muoversi e doveva essere ben informata; con tutta probabilità hanno studiato il piano nei minimi dettagli. Un colpo in villa come non se ne vedevano da tempo nella nostra città, che per di più ha visto come vittima una personalità in vista dell’imprenditoria reggiana.

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