Lettera e gagliardetto ai 110 emigrati «Ritroviamoci qui per fare una festa»

Iniziativa del sindaco in occasione delle festività natalizie «Sono sparsi in tutto il mondo, ma sono parte di noi»

CAMPEGINE. In occasione delle festività natalizie in arrivo, il sindaco Germano Artioli, che è anche vicepresidente dell’Unione Val d'Enza, ha pensato di contattare i cittadini campeginesi emigrati all’estero inviando loro una lettera contenente un gagliardetto del Comune di Campegine. Un modo particolare per raggiungere i campeginesi sparsi nel mondo e far sentire loro l’appartenenza al paese d’origine.

«In occasione delle festività natalizie alle porte, ho inviato agli emigrati all’estero (iscritti alle liste elettorali del Comune) un ricordo del loro paese nativo – spiega alla Gazzetta il sindaco Germano Artioli –. Nei giorni scorsi una lettera con il simbolo del Comune, contenente un gagliardetto, è stata inviata a 110 campeginesi residenti all’estero. Sono emigrati di prima, seconda o terza generazione».


«La lettera – prosegue il sindaco di Campegine – è andata ai concittadini sparsi in diversi Paesi, in particolare Francia, Germania, Svizzera, Belgio, ma anche Argentina, Messico, Stati Uniti, Gran Bretagna ed altri».

La lettera che ha attraversato i confini italiani raggiungendo i campeginesi sparsi nel mondo dice: «Cari concittadini, in questi anni, trovandomi a firmare le liste elettorali del nostro Comune in occasione delle varie competizioni elettive, mi è sempre venuto spontaneo pensare ai nostri concittadini che nel corso degli anni sono emigrati in altri Paesi, nei quali hanno ricostruito la loro vita. Da un lato questo mi ha sempre dato un senso di ammirazione per la vostra tenacia, la vostra capacità e il vostro coraggio; dall’altra, un senso di malinconia, pensando alla storia e ai ricordi del nostro paese che ciascuno di voi si è lasciato dietro. Per questo ho pensato di farvi sapere che Campegine non vi ha dimenticati, ma vi sente sempre parte di noi, anche se lontani. E a ricordare questo legame, ho pensato di inviarvi un gagliardetto con lo stemma del nostro Comune».

«È una piccola cosa, certo – prosegue la lettera – ma spero che rafforzi il vostro senso di appartenenza ad un mondo e a delle radici che, sono certo, in voi non è venuto meno. Allo stesso tempo, che lo ricordi anche alle vostre famiglie, ai vostri figli e figlie, ai nipotini per cui magari Campegine è solo un nome lontano. Mi piacerebbe che potessimo ritrovarci qui in paese per una grande festa, o magari anche solo in videoconferenza: questo vi chiedo se siete interessati, in modo da organizzarlo. Sappiate comunque che tutti voi siete nei nostri cuori e di voi siamo orgogliosi: dovunque siate, lì c’è un pezzo di Campegine. Grazie, con affetto, il sindaco Giuseppe Artioli».

Nei giorni scorsi dal Comune di Campegine sono state spedite le 110 lettere contenenti i gagliardetti del Comune. «È un semplice pensiero per far sentire a casa i nostri concittadini sparsi nel mondo, perché, come si dice, la patria non è un'opinione o una bandiera; la patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra anima e memoria genetica. La patria è casa», conclude Germano Artioli.

Daniela Aliu

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