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Rissa tra giovani all’esterno del Corallo

Il gestore: «Qualcuno ha visto un coltello. Sono sempre gli stessi. È un grosso problema, sono andato dal sindaco»

SCANDIANO. Un’altra rissa tra giovani a poca distanza da un locale di quelli che animano le notti del fine settimana nella nostra provincia. È avvenuta in strada tra le 2.30 e le 3 di ieri notte lungo il centralissimo viale della Rocca, tra la stessa Rocca dei Boiardo e il Corallo, e subito è scattato l’allarme, con uno dei gestori del noto locale e un buttafuori che si sono precipitati all’esterno con l’intenzione di cercare di separare i ragazzi. Non prima di avere dato l’allarme al 112.

Ma non hanno fatto in tempo. Probabilmente intuendo che le cose si stavano mettendo male, i giovani coinvolti nella rissa hanno abbandonato all’istante ogni intenzione bellicosa e sono fuggiti, sparpagliandosi con rapidità per le vie del centro.


A restare, invece, è la forte preoccupazione per le modalità e la frequenza con le quali questi episodi si stanno ripetendo dopo la grave aggressione avvenuta il 16 ottobre nel parcheggio del Rockville di Castellarano. Il brutale pestaggio a opera di una quindicina di ragazzi, poi finiti sotto indagine, ai danni di almeno cinque giovani, di cui due finiti in ospedale, ha chiuso nel peggiore dei modi la stagione estiva del locale castellaranese, di cui sono soci anche i gestori del Corallo.

«Ci sono bande di giovani che vanno in giro per locali apposta per rubare e creare casino. Per noi è un grosso grosso problema», ha ripetuto ieri Giorgio Zambelli, confermando quanto accaduto durante la notte all’esterno del locale. Racconta il fenomeno dal punto di vista dei gestori ed esprime tutta la loro preoccupazione. Prospettiva che, a sua volta, fa da contraltare alla preoccupazione delle famiglie dei ragazzi che frequentano le discoteche nel fine settimana per trovare un momento di sano svago, ma poi rischiano di finire coinvolti in aggressioni vere e proprie. Nella rissa della notte scorsa qualcuno ha riferito al titolare di avere visto uno degli aggressori sfoderare un coltello. Ma, al momento, non risultano feriti per quest’ultimo episodio.

«Se succede qualcosa all’interno del locale la responsabilità giustamente è nostra. Così abbiamo istituito un rigido “filtro” all’ingresso. Si tratta di soggetti che conosciamo ormai bene – spiega Zambelli –. Li lasciamo fuori per evitare che facciano guai all’interno. Ma poi il problema finisce per spostarsi fuori. Scavalcano i cancelli per cercare di entrare e creano confusione. Da quando abbiamo riaperto, ogni sabato dobbiamo chiamare i carabinieri».

Per questa rigidità nei controlli, gli Zambelli raccontano di essere finiti anche al centro di numerose critiche: «Da una parte ci accusano di razzismo, ma, ci dispiace dirlo, a creare problemi sono soprattutto immigrati – dice –. Dall’altra, siamo oggetto di rimostranze da parte di chi viene lasciato fuori. Per questo venerdì siamo andati dal sindaco Matteo Nasciuti, perché sentisse anche la nostra campana. Poi sabato abbiamo provato ad allentare un po’ le maglie dei controlli. Ma è stato peggio: si sono ripetuti i furti, e fuori è successo quello che sappiamo. Cosa possiamo fare? Non ci resta che sperare che certa gente prenda altre strade».

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