Reggio si conferma capitale del volontariato

Nella nostra provincia sono presenti 843 associazioni Favara (Csv Emilia): «E sono tanti i giovani impegnati»

REGGIO EMILIA. «Il volontariato è ovunque, anche se a volte sembra trasparente». Usa un gioco di parole per ricordare quanto le attività solidali siano numerose e preziose in terra reggiana, la referente del centro di servizio per il volontariato Csv Emilia Claudia Favara. La riflessione arriva in occasione del 5 dicembre, data in cui ricorre la 36esima edizione della Giornata internazionale del volontariato, una ricorrenza globale pensata per riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità di persone impegnate in ogni parte del pianeta. I numeri aiutano a fare chiarezza. In provincia di Reggio sono presenti oltre 800 associazioni, 843 per l’esattezza, divise fra 288 organizzazioni di volontariato e 555 associazioni di promozione sociale, le Aps. Se si considera una media di almeno 15 volontari per si arriva a quasi 13mila persone che si mettono a disposizione del prossimo in tante svariate forme, dal mondo sociale e sanitario a quello del sostegno alle fragilità e alle povertà, dall’ambiente alla cultura.

Il dato reale è peraltro decisamente più elevato, perché al conto vanno aggiunti numerosi altri percorsi: «Il volontariato e i volontari si trovano anche in altri contesti, nelle parrocchie, nei gruppi informali che si occupano del loro quartiere, nei circoli, nello sport. È una realtà molto fluida e difficilmente mappabile», sottolinea Favara.


Una presenza costante venuta fuori con forza durante la pandemia, quando migliaia di donne e uomini si sono messi a disposizione per servizi in quel momento fondamentali, dal controllo degli accessi e delle temperature nelle strutture sanitarie alla spesa a domicilio, dalla raccolta fondi al sostegno a distanza alle associazioni. Una piccola marea composta da soggetti di ogni tipo.

Un luogo comune da sfatare, sostiene Favara, è quello che il volontariato sia “affare per vecchi”. «Spesso si dice che il volontariato è per le persone in pensione, mentre gli altri non hanno tempo, e si aggiunge che i giovani non vogliono impegnarsi. Non è così, i dati dei colloqui di orientamento al volontariato curati da Csv Emilia fanno emergere altro. Dal gennaio al giugno 2021 sono state incontrate 143 persone, la metà ha meno di 35 anni, una su 4 meno di 25 anni, non è vero che vi sia questo rigido paletto anagrafico», spiega.

Questa spinta giovanile va coltivata e potenziata: per questo sono stati costruiti diversi percorsi appositi. «Si va dai progetti del servizio civile all’adesione ai progetti di tirocinio dell’università reggiana all’interno delle associazioni del territorio. Proponiamo campi di volontariato estivi, con esperienze di contatto residenziali assieme alle realtà solidali», continua Favara. E precisa: «In estate abbiamo coinvolto I lupi dell’Appennino, l’Ecovillaggio Salvador, la cooperativa sociale Il Ginepro, le associazioni Passaparola e Face e ora stiamo promuovendo dei tirocini sociali, quelli che si chiamavano alternanza scuola-lavoro, con un impegno richiesto dalle 90 alle 250 ore. Le competenze trasversali si acquisiscono anche nelle associazioni, come confermano alcune esperienze con la Fondazione Sarzi, il Punto Macrobiotico e l’Osservatorio provinciale per la sicurezza stradale».

Martedì 7 dicembre, poi, «grazie alla disponibilità di diverse associazioni cittadine (Filef, Unione Ciechi, Arcigay, l’emporio solidale Dora e Città migrante), coinvolgeremo 60 studenti di quarta dell’Istituto Pascal in una mattinata di attività, faremo mettere loro le mani in pasta, per così dire».

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