Sparatoria al Cristal, la Procura «Il caso non è ancora chiuso»

NOVELLARA. Il caso della sparatoria al Bar Cristal non è ancora chiuso. La Procura di Reggio Emilia fa sapere che intende andare avanti e che il procedimento per tentato omicidio è ancora pendente.

Nei giorni scorsi lo sparatore, il 39enne residente a Rio Saliceto, Ferdinando Russo, ha patteggiato tre anni per la detenzione e il porto abusivo di armi. L’avvocato difensore Luca Lugari a maggio aveva fatto ricorso al Riesame per ottenere i domiciliari e in quell’occasione il collegio ha riqualificato il reato da tentato omicidio in lesioni aggravate dall’uso dell’arma. Il ferito, del resto, se l’è cavata con una prognosi di pochi giorni e la sua vita non è mai stata in pericolo.


La Procura di Reggio però non si dà per vinta. «Il procedimento per tentato omicidio risulta pendente e in aula non è stato riqualificato poiché di quel reato non si è discusso», spiega la procuratrice reggente Isabella Chiesi.

Il caso è seguito dal pm Piera Giannusa, che sta portando avanti le indagini nel massimo riserbo.

Il legale difensore, dal canto suo, forte del giudicato cautelare che ha di fatto derubricato il fatto da tentato omicidio a lesioni gravi, attende fiducioso di poter dimostrare l’insussistenza dell’ipotesi più grave.

Semmai ve ne fossero, daremo conto degli sviluppi di questa vicenda.

La sparatoria era avvenuta il 20 aprile. Russo era entrato al bar armato di pistola e poi si era accanito su un albanese. Poi si era dato alla fuga e aveva vagato per alcune ore nella Bassa a bordo della sua auto. Decisivo per la sua cattura era stato l’intervento dei carabinieri di Campagnola. Mentre i carabinieri setacciavano chilometri di strade, infatti, il maggiore Angelo Saviano aveva deciso di tentare e convincere il trentaseienne ad arrendersi e vi era riuscito.

J. D.P.

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