Il sogno del Mire è realtà. La prima pietra posata dai bimbi

La prima pietra del Mire è stato posato simbolicamente dai bimbi ed è stato realizzato con mattoncini Lego

Reggio Emilia, l’ospedale verrà completato nei prossimi cinque anni diventando punto di riferimento per l’intera provincia 

REGGIO EMILIA. Una pietra leggera, perché costruita con mattoncini di Lego dai bambini di una scuola elementare, ma di enorme peso simbolico: con la consegna e la posa del primo mattone ha preso il via la realizzazione del Mire-Maternità e Infanzia di Reggio Emilia.

Un ospedale interamente dedicato alla cura della donna e dell’infanzia, destinato a rafforzare ulteriormente la sanità emiliano-romagnola. Uno spazio innovativo e tecnologicamente avanzato, oltre che bello e accogliente, con un’architettura fatta di luce e colori, che metta al centro il paziente.


Quella vissuta nella tensostruttura allestita di fronte al Core è stata una giornata storica per Reggio Emilia e non solo perché ha visto la concretizzazione di un percorso avviato da una decade e che tra cinque anni (la fine lavori è prevista per il 2026) arricchirà la città di un ulteriore fiore all’occhiello. Per l’occasione in viale Risorgimento sono confluiti rappresentanti istituzionali di tutti i livelli: il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giorgio Zanni, oltre a Cristina Marchesi, direttore generale Ausl, Deanna Ferretti, presidente di CuraRe Onlus e Tiziano Binini, presidente di Binini Partners, oltre al vescovo Massimo Camisasca, che ha impartito la benedizione.

IL PROGETTO

L’edificio in cui sorgerà il Mire – che si sviluppa su quattro piani più uno seminterrato per una superficie di 15.500 metri quadrati – è stato concepito come una struttura dinamica, flessibile, adeguata ai più moderni standard ambientali e di efficientamento energetico, ma al tempo stesso funzionale: consente infatti di collocare strutture e servizi oggi situati in diversi corpi dell’ospedale Santa Maria Nuova, anche distanti tra loro, in aree organizzate in modo da far percorrere al paziente un tragitto “orizzontale”, che favorisca la piena integrazione degli specialisti e delle professioni. Il nuovo fabbricato avrà un ingresso indipendente e sarà collegato al Core, quindi al resto del Santa Maria Nuova, da passerelle presenti ai piani interrato, terra e primo.

PUNTO DI RIFERIMENTO

Il Mire, che entra nella rete dei servizi sanitari territoriali e diviene riferimento per l’intera provincia, diventerà dunque punto di riferimento per i bisogni assistenziali di maggiore complessità e al tempo stesso sede per attività di formazione, ricerca e insegnamento. Nella nuova struttura sarà anche implementata una sezione dedicata alla gestione della fisiologia del parto, il cosiddetto “centro nascita”, un’area gestita in totale autonomia dalle ostetriche. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort e all’accoglienza: l’illuminazione naturale, ad esempio, sarà garantita su tutti i piani anche attraverso la realizzazione di una corte interna.

I CINQUE PIANI

I cinque piani dell’edificio ospiteranno al piano seminterrato l’area espositiva, i locali tecnici, i magazzini, gli spogliatoi e gli spazi di supporto, mentre al piano terra saranno collocati l’area accoglienza, l’ingresso emergenze, la zona travaglio-parto, le sale operatorie e la terapia intensiva neonatale con tre livelli di intensità. Al primo, l’area pediatrica, con degenze, ambulatori specialistici e corte interna protetta che garantirà a tutti i locali illuminazione e ventilazione naturale. Poi, al secondo, l’area ostetrica, con il centro nascita fisiologica, le degenze ordinarie, gli ambulatori per la gravidanza a rischio e a termine e infine, al terzo, l’area ginecologica con degenze e ambulatori, oltre a studi medici in ampi open space. In copertura verranno invece collocati gli impianti tecnologici.

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