Una Notte di luce per ricordare che la disabilità ci riguarda tutti

La presidente della Fondazione Durante  e Dopo di Noi: «Costruiamo futuri» 

L’INTERVENTO

Torna Notte di luce, torna la Giornata della disabilità, tornano tante iniziative per ricordarci che le persone con disabilità sono prima di tutto persone. Ridono, piangono e si arrabbiano come tutti. Hanno voglia di giocare, di avere amici, di lavorare, di sentirsi utili, di veder crescere le proprie capacità e accolti i propri limiti e difficoltà, di esser considerati a tutti gli effetti cittadini, come recita l'articolo 3 della Carta costituzionale. Il nostro auspicio è che molte persone con disabilità residenti in città si rechino all’anagrafe e depositino nel registro dei progetti esistenziali di vita appena istituito i loro desideri e aspirazioni. Un gesto concreto che rappresenta un’ulteriore tappa verso l’uguaglianza sostanziale delle persone con disabilità.


Eppure anche quest’anno dobbiamo ancora ricordare che se un cammino è iniziato il traguardo non è raggiunto. Lo scopo della Fondazione Durante e Dopo di Noi è immaginare e costruire futuri con le persone con disabilità, le loro famiglie, le istituzioni ed il territorio. Il fatto che abbia usato la parola “con” è significativo, fino a qualche anno fa avremmo scritto “per”. Due termini molto simili che in realtà segnano una distanza abissale tra due modi di intendere la disabilità, nel primo caso il focus dei nostri progetti non era un soggetto attivo, da ascoltare, ma al contrario solo un “oggetto” a cui dedicare cura e attenzione. Oggi stiamo cominciando a costruire quella strada di cui scrivevo sopra, insieme alle persone con disabilità, soggetti capaci di esprimere desideri e scelte, capaci di collaborare nel programmare e progettare meglio le nostre città, aiutarsi tra loro e mettere in atto situazioni davvero inimmaginabili. Credo che in questo tempo più che mai sia necessario ascoltare e affiancare le persone con disabilità e le loro famiglie. A volte le maggiori resistenze a partecipare a percorsi di consapevolezza e autonomia vengono dalle famiglie, che proprio perché estremamente attente e presenti, hanno paura, come e più di ogni altra famiglia di eventuali delusioni e sconfitte che possono incontrare i propri figli. Occorre quindi un cambio di prospettiva da parte di tutti, una “conversione” difficilissima. Ma sono profondamente convinta che da questo ascolto e da questo affiancamento ne usciremo tutti, persone con disabilità, famiglie, cittadini e istituzioni, enormemente più arricchiti.

Innocenza Grillone

presidente della Fondazione

Durante e Dopo di Noi di Reggio