Proteste a Gavassa, in via Emore Tirelli profonde buche e asfalto dissestato: «Sicurezza a rischio»

Dalla Ferrari International chiedono al Comune di Reggio Emilia di intervenire: «Due anni fa ci siamo fatti carico delle riparazioni, ora basta»

REGGIO EMILIA. La zona industriale di Gavassa è destinata a diventare, nei prossimi anni, un punto di interesse nevralgico e di alta attrattività. Non a caso è il luogo di insediamento scelto dalla futuristica impresa cino-americana Silk Faw per costruire auto elettriche e tutto fa pensare a un prossimo nuovo casello dell’Autosole. In questi spazi sono infatti collocate aziende che operano in campo internazionale, in costante collegamento con vari Paesi non solo europei. Nell’arco di un paio di chilometri, vi hanno fissato la propria sede marchi del calibro di Palfinger, Ferrari International e Transcoop.



Tutto perfetto dunque… a parte qualche neo che va celermente eliminato per non rovinare tutto. Ad esempio la manutenzione stradale. Spicca in questo senso, in modo decisamente negativo, il fondo della via titolata a Emore Tirelli, che corre parallela all’autostrada. Un problema che i vertici della Ferrari hanno già segnalato all’amministrazione comunale e per il quale sono intervenuti direttamente con alcuni lavori di sistemazione che andrebbero ripetuti e completati.

Il guaio è che il manto di asfalto è “bucherellato”, contrappuntato da avvallamenti che, con l’arrivo delle piogge, vengono mascherati dall’acqua, col rischio di causare grosse difficoltà e dolorose conseguenze ad auto e viaggiatori. Il problema trae origine dal transito quotidiano di camion, mezzi pesanti, tir carichi, che fanno sprofondare lo strato superiore mettendo a repentaglio l’incolumità dei veicoli più leggeri.



«Da quando la nostra azienda – spiegano due dirigenti della Ferrari International – ha riunito qua, nel 2011, i settori produttivi e amministrativi, quel problema esiste e più volte abbiamo lamentato la mancanza di interventi da parte del Comune. Un paio d’anni fa abbiamo addirittura deciso di farci carico di un investimento a nostre spese, colmando i vuoti e riparando le ferite, ma non è possibile pensare che si debba continuare a doverci assumere compiti che spettano ad altri. Avevamo aperto un dialogo, che sembrava proficuo, con l’assessore e l’ufficio di manutenzione ma, specie dopo il cambio di assessore e dirigente tecnico, non abbiamo avuto concrete risposte. E così sia il nostro personale dipendente sia i clienti in visita alla nostra azienda corrono il rischio di incappare in incidenti a causa dell’asfalto sbriciolato e non adeguatamente sistemato. Abbiamo inviato segnalazioni formali, documentandole con immagini sin dalla scorsa primavera e fra settembre e ottobre abbiamo rinnovato i reclami ottenendo però solo evasive risposte, senza date certezze sull’apertura di adeguati cantieri. È una strada pubblica: speriamo non debbano accadere seri incidenti per smuovere l’ente locale».

Il tratto interessato è poco più di un chilometro. Lungo il tracciato, arrivando dall’aeroporto, si possono inoltre notare due rotonde un po’ problematiche, perché si può rischiare di infilarsi in senso errato. Curiosa infine la presenza di una tabella che segnala controlli automatici alla velocità dei veicoli: difficilmente sono state fatte contravvenzioni perché il fondo dissestato sconsiglia chiunque a spingere sull’acceleratore. Per la tranquillità di tutti, sarebbe importante intervenire con tempestività.

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