Conti in ordine e investimenti: l’acquedotto pubblico rilancia

L’Ast ha in cantiere lavori di ammodernamento della rete per quasi 600mila euro. In provincia è il solo caso di servizio idrico gestito in proprio da un Comune

TOANO. In un contesto dominato dalle multiutility, alcune delle quali quotate in borsa, l’acqua pubblica di Toano rappresenta un caso più unico che raro nel panorama regionale. Tolti i piccoli comuni di Riolunato (Modena) e Maiolo (Rimini), che si occupano direttamente del servizio idrico, soltanto due realtà in Emilia-Romagna gestiscono il servizio idrico tramite srl a totale capitale pubblico: una è l’Azienda servizi Toano, l’altra è SorgeAqua, che serve Finale Emilia, Nonantola, Ravarino, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese.

Il sindaco Vincenzo Volpi parla di Ast con orgoglio. «Siamo l’unico acquedotto completamente pubblico della provincia di Reggio Emilia e uno dei pochi in regione – dice il primo cittadino – Continuiamo ad investire affinché questa realtà resti al passo con i tempi. Dobbiamo ringraziare la lungimiranza di chi fece gli impianti nel 1963, tutti a caduta, che consentono di portare nei nostri rubinetti l’acqua dalle vette del Cusna».


Istituito un cda

In estate è entrato in vigore un nuovo statuto, che prevede un cda composto da tre elementi, uno dei quali espresso dalla minoranza, in modo da democratizzare la gestione. Il presidente attuale è Daniele Lombardi, mentre i consiglieri sono Romano Lombardi e Maria Grazia Vignoli (quest’ultima espressione della minoranza). L’ex sindaco Luigi Fioroni è invece il direttore.

L’azienda da quest’anno ha una nuova sede, un appartamento che si trova nel palazzo del municipio: si è liberato recentemente e l’ente locale lo ha acquistato.

Venerdì in consiglio comunale è stato fatto il punto sull’Ast, che gestisce il servizio idrico integrato a Toano e nella frazione di Lusignana di Villa Minozzo. Gli utenti sono 4.300 a Toano (d’estate diventano 8.000 per alcuni giorni) e una cinquantina a Villa Minozzo. È stata l’occasione per parlare del bilancio di previsione 2021 e degli investimenti in cantiere, da quasi 600mila euro.

L’Ast ha un bilancio in ordine e questo è un aspetto non scontato, dato che serve un numero limitato di utenti e pertanto non può beneficiare di economie di scala. Inoltre, «i costi del servizio sono in linea con quelli del resto della provincia», dice il sindaco Volpi.

Bilancio in utile

Il bilancio 2020 è stato chiuso con un utile di 3.989 euro (erano 6.237 nel 2019). I ricavi ammontano a quasi 769mila euro, a fronte di costi totali di 737mila euro. L’azienda ha sei dipendenti, per i quali spende 248mila euro. Nel 2020 i compensi per gli amministratori sono stati circa 11.360 euro (dunque molto contenuti). I debiti complessivi ammontano a 998mila euro, di cui 620mila con le banche per investimenti.

Numeri che parlano di una piccola realtà in salute e che viaggia verso i 60 anni di vita, durante i quali ha saputo affrontare sempre nuove sfide (il decreto Sblocca Italia del 2014, ad esempio, ne aveva messo a repentaglio l’esistenza).

Lavori in corso

Gli investimenti di questi mesi, che saranno finanziari in parte con Fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc), riguardano il rinnovo delle reti e la manutenzione straordinaria sul Picchetto69 e diverse sorgenti, con installazione di misuratori di portata per monitorare la rete idrica al fine di ridurre le perdite. Verrà completata la distrettualizzazione della rete principale, che consentirà di monitorare e misurare l’acqua all’ingrosso ceduta ad Ireti in comune di Villa Minozzo.

Nel piano dei lavori ci sono anche la manutenzione straordinaria sui serbatoi di L’Oca e La Borella di Cerredolo, la realizzazione dei depuratori a L’Oca e Vogno e la manutenzione straordinaria al depuratore di Lignano.

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