«Centro famiglie, un danno la fuga in avanti di Paoli»

Nota critica dai sindaci Monica e Bellaria al collega di Bagnolo Gianluca Paoli «Tentativi di condizionare il naturale e necessario dibattito sul progetto»

bagnolo. «Con la Regione Emilia-Romagna è stato condiviso un percorso preciso che implica, prima di definire una sede per il Centro Famiglie, che se ne decidano i contenuti tramite un percorso partecipato in cui siano coinvolti i cittadini, i soggetti che lo gestiranno e coloro che vi collaboreranno».

Arriva dai sindaci di Castelnovo di Sotto, Francesco Monica, e di Cadelbosco Sopra, Luigi Bellaria, una replica alle parole pronunciate dal primo cittadino di Bagnolo, Gianluca Paoli, rispetto al nuovo servizio che nascerà all’interno dell’Unione Terra di Mezzo. I due primi cittadini ricordano che, nell’estate 2021, il Comune di Bagnolo aveva partecipato a un bando, senza aver ottenuto finanziamenti, con la richiesta di dar vita al centro famiglie all’interno dei locali del Maki pub, senza che vi fosse stata né discussione né condivisione con le altre amministrazioni dell’Unione. Un fatto questo che era emerso in estate nel consiglio dell’Unione, all’interno della risposta a un’interpellanza presentata da un consigliere. «Esprimiamo disappunto per il fatto che il sindaco Paoli renda pubblico e strumentalizzi, un incontro fatto per ragionare insieme sul proseguimento di un percorso agli albori, che è importante strutturare nel modo corretto – spiegano ora due sindaci – Non si tratta di sedute ufficiali di giunta, con relativo verbale, ma di momenti di programmazione e riflessione propedeutici a prendere le decisioni, in cui si necessita, a volte, di un confronto anche con altri enti, come ad esempio con la Regione. Banalizzare e strumentalizzare questi aspetti non è secondario, in quanto con la Regione si è condiviso un percorso inerente a una forma partecipata di creazione del nuovo servizio che coinvolga i soggetti interessati alla creazione del nuovo centro e individui le effettive esigenze del territorio». «Paoli parla, riferendosi a noi due, di “mancanza di competenza tecnica”, ma non è affatto così. Quella che lui definisce in quel modo per noi è la volontà di comprendere le necessità dei territori che siamo chiamati a governare e, di conseguenza, la volontà di costruire nuovi servizi in modo oculato e non improvvisato. Visto che gestiamo risorse pubbliche, vanno spese nel modo corretto» puntualizzano. In pratica i due amministratori, nel confrontarsi con il sindaco di Bagnolo, hanno chiaramente fatto capire che, prima di decidere dove insediare il servizio, sia fondamentale capire di cosa andrà ad occuparsi in base alle necessità dei tre territori. «Questo dibattito che ci ha visto coinvolti in modo inappropriato, da parte di un collega, danneggia l’Unione, perché chi la amministra è chiamato ad avere capacità di sintesi tra le varie opinioni in un’Unione che ha tanti servizi condivisi – proseguono Monica e Bellaria – Queste fughe in avanti e tentativi di condizionare il naturale e necessario dibattito rispetto al progetto, fa passare in secondo piano le finalità di un servizio che si dovrà rivolgere a tutta la comunità dei tre Comuni e si dovrà occupare di questioni delicate. Stiamo parlando di un servizio intercomunale; il patrimonio è in capo ai singoli Comuni, le spese di ristrutturazione di qualsiasi sede saranno a carico dei singoli enti, mentre le spese di gestione del servizio saranno condivise».


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