«Sul centro per le famiglie la nostra critica è al metodo»

Dai banchi dell’opposizione Mara Bertoldi (Bene Comune) conferma l’attacco a sindaco e amministrazione locale: «Manca la condivisione»

BAGNOLO. «Se l’Unione Terra di Mezzo riuscirà ad avere un proprio centro per le famiglie, saremo i primi ad applaudire. Non siamo certo contro questo progetto. La nostra critica va al metodo tenuto dall’amministrazione bagnolese su questo progetto, che è poi lo stesso che ha adottato fin dal suo insediamento. Il sindaco vende la pelle dell’orso prima di averla ottenuta, anche ai cittadini. E senza che ci sia stata condivisione con gli altri sindaci dell’Unione».

Mara Bertoldi, unica consigliera della lista di opposizione “Bene Comune”, torna sul tema all’indomani della notizia dell’approvazione, avvenuta sabato mattina, da parte della giunta dell’Unione, della delibera di indirizzo che prevede l’apertura del servizio del centro unionale per le famiglie entro settembre ottobre 2022.


E proprio di sabato era una nota al fulmicotone della lista Pd che faceva riferimento alla risposta del sindaco Gianluca Paoli a un’interpellanza della Bertoldi di giovedì sera, quando il progetto del servizio sembrava invece destinato a slittare al 2023.

«Nel cronoprogramma poi deliberato in Unione – dice ora la Bertoldi – si dice settembre ottobre 2022, ma sappiamo benissimo che si tratta di date puramente indicative. Prima ci sarà un percorso partecipato per stabilire come impostare il servizio e per scegliere la sede e poi ci vuole tutta la fase progettuale fino al progetto esecutivo, poi dovranno essere effettuati i lavori per preparare la sede prescelta. Insomma del tempo ne passerà e non possiamo essere certi delle date, come al solito, Paoli vende come certo qualcosa che è puramente ipotetico. Così per l’ex Maki».

Anche sulla candidatura della struttura che ospitava il pub in via Boiardo 44, accanto alla sede della polizia municipale, come futura sede del centro per le famiglie, avanzata dall’amministrazione bagnolese, Bertoldi ha diverse cose da dire.

«Ora all’ex Maki cosa ci facciamo? Da ex vice sindaco conosco bene la struttura e il progetto della precedente amministrazione di realizzarci la nuova sede della farmacia comunale – dice –. Progetto che l’attuale amministrazione al suo insediamento ha poi rigettato, come molte altre cose. Poi, con un’operazione spregiudicata e precipitosa, tra il 18 e il 20 maggio scorso, la giunta comunale ha cambiato la destinazione d’uso da “sala polivalente pub solidale” a “sala polivalente a uso attività per famiglie” e approvato il progetto di fattibilità tecnico economica da 96mila euro, quello che poi non ha ottenuto i finanziamenti ministeriali, per i lavori di riqualificazione dell’immobile da destinare a centro per le famiglie. E parla di dividere le spese tra i tre Comuni dell’Unione. Tutto questo però senza alcuna preventiva condivisione con gli altri due sindaci dell’Unione. La solita arroganza. E se poi l’ex Maki non sarà scelta come sede del servizio?...».

M.F.

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