Gazza presenta la sua idea di Pd «Con il sapore della reggianità»

La proposta congressuale dell’ex sindaco di Boretto  «Una segreteria dinamica per far aumentare gli iscritti»

Incide ancora il Pd a Reggio nelle scelte amministrative e delle alleanze?

«Il Pd è ancora il partito di riferimento a livello elettorale e di conseguenza amministrativo. Lo dicono i numeri delle elezioni comunali e regionali. In città si è sfiorato il 40% con la lista del Pd, in provincia in molti casi si è fatto anche meglio. Lo stesso in Regione. Il Pd ha le carte in regola per essere il perno di un’alleanza ampia, con l’ambizione di coagulare tutte le forze di centrosinistra attorno a un progetto comune. Il consenso non è un dato cristallizzato e il progressivo calo del tesseramento è un segnale da non sottovalutare e gli effetti di un deterioramento dell'azione politica “dal basso” si possono mostrare a lungo termine».


Quanto conta e che ruolo ha oggi la figura del segretario di un Pd che ha circa 3.500 iscritti?

«Credo conti molto come punto di riferimento per una comunità, a tratti disorientata, che ha pagato il conto della pandemia in termini di relazioni e di crescita. Il Pd oggi in provincia ha circa 40 iscritti ogni 1.000 elettori democratici e 8 iscritti su 1.000 votanti complessivi. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Serve quindi ricostruire una rete, riconnettersi. Lo si può fare a partire da una segreteria dinamica, che ha tempo e passione da dedicare al partito e che investa sui circoli e i loro segretari. Nei primi mesi condivideremo un progetto con tutti i circoli e quello sarà la stella polare del nostro mandato».

Il prossimo congresso non è su mozioni politiche contrapposte. Cosa la distingue dal competitor?

«L’anomalia di questo congresso è che non si svolge su mozioni politiche nazionali. È quindi inevitabile che il ragionamento ricada su tematiche locali. Non mi piace considerare Emanuele un competitor, facciamo parte della stessa comunità politica e facciamo riferimento a un unico segretario, Enrico Letta. A parte alcune distinzioni programmatiche, l'unica sostanziale differenza è che nel gruppo di persone che si è ritrovato sul mio nome si è svolta una vera e propria sintesi politica. Un campo largo, tante provenienze, un unico obiettivo: il bene comune a lungo termine. Penso poi che un partito sia un flusso continuo in cui sia necessario introdurre variazioni di gestione, come in tutti i sistemi complessi».

Qual è la sua idea di partito e quella sulle future alleanze?

«La mia idea è quella di un partito che “sappia di reggianità”, cioè antifascismo, solidarietà, solidità, spirito di servizio. Serve poi un partito trainer e sussidiario, che sappia sostenere i nostri amministratori nelle loro sfide. Sulle alleanze dico solo che bisogna puntare al campo largo, quello ipotizzato dal segretario Letta e che già nel 2020 ha portato alla elezione del presidente Bonaccini».

Un impegno concreto per il rilancio di Festareggio e per il Piano di rientro dei debiti accumulati nei confronti dei creditori del Circolo Festareggio.

«Oltre ai debiti di Festareggio, abbiamo Aliante (srl al 100% del Pd) in liquidazione e alcune criticità sui conti della Federazione. Serve un approfondimento sullo stato economico del partito. Per affrontare i debiti, oltre al piano di solidarietà approvato dai circoli, è necessario generare liquidità attraverso azioni di solidarietà dell’intera comunità democratica. Per traguardare l’obiettivo è indispensabile trasmettere massima credibilità e trasparenza. Festareggio è un appuntamento cardine, un fattore identitario di questo partito, non è pensabile farne a meno. È necessaria una presa di coscienza delle criticità e affrontare la costruzione di Festareggio in una chiave moderna e sostenibile».

Roberto Fontanili

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