Patteggia tre anni per la sparatoria al bar

Il 20 aprile scorso Ferdinando Russo, residente a Rio Saliceto, aveva ferito alle gambe un cliente del Cristal

NOVELLARA. Ha patteggiato tre anni di reclusione, che sconterà in regime di detenzione domiciliare, Ferdinando Russo, il trentaseienne residente a Rio Saliceto che il 20 aprile scorso aveva sparato alle gambe a un albanese all’interno del bar Cristal di Novellara.

L’uomo, che si era consegnato ai carabinieri dopo una fuga durata alcune ore, in un primo momento era stato accusato di tentato omicidio.


Dopo il ricorso al Riesame dell’avvocato del foro di Modena Luca Lugari, che chiedeva i domiciliari e la riqualificazione del reato, l’accusa è stata derubricata in lesioni aggravate dall’uso dell’arma da fuoco. A quel punto le imputazioni più gravi sono diventate la detenzione illegale di arma, oltre che il porto abusivo in luogo pubblico della stessa.

Il patteggiamento è stato perfezionato ieri mattina in tribunale. La procura di Reggio fa però sapere che il procedimento per tentato omicidio è ancora pendente (mentre la difesa si fa forte del giudicato cautelare che ha di fatto smontato questa ipotesi).

Il ferito è stato colpito alle gambe di striscio (se l’è cavata con pochi giorni di prognosi) e questo ha consentito la derubricazione del reato di tentato omicidio in lesioni gravi.

Il trentaseienne aveva commesso il gesto pare per motivi di gelosia. Russo era entrato al bar armato di pistola e poi si era accanito sul malcapitato. Dopo la sparatoria si era dato alla fuga e aveva vagato per alcune ore nella Bassa a bordo della sua auto.

Decisivo per la sua cattura era stato l’intervento dei carabinieri di Campagnola. Mentre carabinieri, polizia e polizia stradale setacciavano chilometri e chilometri di strade, infatti, il maggiore Angelo Saviano aveva deciso di tentare e convincere il trentaseienne ad arrendersi (anche nel suo interesse, per non peggiorare ulteriormente la sua posizione).

Saviano era riuscito a mettersi in contatto telefonico con Russo: una telefonata che si era presto mutata in una mediazione, grazie alla quale il comandante era riuscito a far tornare l’uomo verso Novellara per consegnarsi.

Non è la prima volta che Russo ha problemi con la legge. Nel 2007, per sfuggire a un posto di blocco, trascinò per una cinquantina di metri l’allora comandante della stazione di Campagnola, Pasqualino Lufrano. Lo stesso carabiniere, ora comandante a Novellara, che è stato fra i primi a intervenire al bar Cristal dopo la sparatoria.

Il 36enne per un certo periodo ha vissuto anche a Carpi, nel Modenese.


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