Nell’ultima raccolta a Villa Sesso trovata anche una borsa rubata

REGGIO EMILIA. Il progetto “Ripuliamoci” è nato ufficialmente una decina di mesi fa ma ha radici più profonde. «Ho cominciato ad abbinare alle mie passeggiate la raccolta rifiuti già da un paio d’anni – racconta Stefano Ferrari, promotore dell’iniziativa – quando sono partito vedevo in questo gesto un modo per prendermi cura della “mia zona”, il mio quartiere. Con il passare del tempo hanno iniziato ad aggregarsi alcune persone e sono arrivato al punto di organizzare ufficialmente le prime raccolte in gruppo, formato da persone volenterose che volevano prendersi cura del territorio. I valori di allora sono i medesimi di oggi e ci contraddistingue lo stesso spirito».

Raccolta dopo raccolta, però, è cambiata l’organizzazione. «A febbraio ha partecipato a un evento Roberto Benelli – spiega Stefano Ferrari – e con lui ho cominciato un vero e proprio percorso di crescita organizzativa. Abbiamo pianificato la realizzazione del sito www.ripuliamoci.net, realizzato da suo fratello Fabrizio Benelli. Il progetto in questi mesi ha contagiato diverse province e ad oggi siamo presenti a Parma, Reggio, Modena e Bologna. Ogni gruppo ha i propri referenti e organizza le proprie raccolte».


L’ultima sul territorio reggiano è stata organizzata sabato mattina a Sesso, in via Bice Bertani: «Abbiamo raccolto 70 sacchi di rifiuti indifferenziati, una vasca, una decina di cassette di legno, sanitari, cestelli da lavastoviglie, un paraurti, una tenda, alcune taniche, cemento, due pneumatici di cui uno con cerchione».

L’ennesima dimostrazione di quanto sia potente questo gruppo, capace di impegnare le persone anche al sabato mattina, anche con il freddo, per rendere il nostro pianeta un mondo migliore.

E questa volta la raccolta ha avuto anche un risultato inatteso: una delle volontarie impegnate nella mattinata di pulizia, Federica, ha ritrovato una borsa con diverse tessere e documenti all’interno. «Siamo risaliti alla proprietaria – spiega Roberto Benelli – e gliel’abbiamo restituita. Era molto contenta, anche perché la borsa le era stata rubata qualche anno fa...».



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