Il Comune partecipa al bando per il recupero del Torrazzo

«Il simbolo del paese diverrà museo dell’eccidio fascista e museo del folklore. La vicina “casetta” sarà demolita e ricostruita, ospiterà una sala polivalente»

BAGNOLO. La giunta, con l’approvazione di un’apposita delibera, ha candidato il recupero funzionale e architettonico del complesso storico del Torrazzo – composto dall’antica torre fortilizia della rocca dei Gonzaga e dall’annesso immobile adiacente, oggi entrambi inagibili – al bando regionale di rigenerazione urbana.

«A seguito del terremoto del 1996 – spiega il sindaco Gianluca Paoli – il Torrazzo fu oggetto di un intervento di consolidamento statico molto impattante, mentre risale a pochi anni fa il restauro delle facciate che ha restituito una maggiore uniformità cromatica alla torre, mentre gli interni sono rimasti allo stato grezzo. L’immobile adiacente, conosciuto come “casetta”, è una costruzione a due piani molto semplice, che ha sempre svolto la funzione di ingresso e accesso ai vari livelli del Torrazzo. È inagibile dal terremoto del 1996; in precedenza ospitava la sede del circolo Arci e una piccola taverna che svolgeva, fin dagli anni ’80, un importante ruolo sociale e aggregativo, divenendo luogo di ritrovo e incontro di tanti giovani. Il locale, citato anche nella raccolta di scritti di Pier Vittorio Tondelli, all’epoca era rinomato nel panorama reggiano proprio per le iniziative culturali e musicali autogestite, nonché come luogo di dibattiti e confronti che, soprattutto in quel periodo storico, vedeva un forte coinvolgimento della popolazione».


L’amministrazione, spiega Paoli, «ha scelto di intervenire sugli immobili, oggi inutilizzati e in parte non agibili, per restituire al paese un luogo dall’alto valore identitario, per la sua posizione centrale ma soprattutto per la sua storia. Il progetto prevede la ristrutturazione dei locali interni del Torrazzo per recuperare vari spazi museali in grado di ospitare, tra le altre, una mostra permanente dedicata all’eccidio del Torrazzo: (la fucilazione di 10 innocenti da parte della ferocia fascista il 14 febbraio 1945. In questo modo il luogo simbolo dell’identità comunitaria dei bagnolesi racconterà ai cittadini la propria storia, si trasformerà in angolo di diffusione della storia locale, offrendo all’istituto scolastico gli strumenti per la comprensione della genesi degli eventi e le loro conseguenze, promuovendo al contempo la cultura antifascista. Ai piani successivi un piccolo ma significativo museo che recuperi il patrimonio immateriale rappresentato dalla tradizione orale dei racconti, delle leggende e del cosiddetto folklore di queste nostre terre umide e ricche di storia e fantasia. Un museo “verticale” vivo, riconosciuto dalle associazioni e da tutta la comunità come “sempre aperto”, sempre disponibile, in grado di sviluppare ricerca, studio, formazione, conservazione, diffusione della storia e dell’immaginario popolare, che vuole partecipare alle reti museali territoriali e che ambisce a coinvolgere non solo i cittadini del Comune ma tutta la provincia. Stato di conservazione e morfologia impediscono invece un recupero della casetta mediante il restauro, ma impongono un intervento di demolizione e ricostruzione sulla stessa area di sedime ma con unico livello interno (doppia altezza). Il progetto prevede un ampliamento della superficie, per il quale esiste già un parere favorevole della Soprintendenza ai Beni architettonici, per ricavare gli spazi per una nuova, ampia, sala civica polivalente: un luogo che possa prestarsi a incontri, presentazione di libri, piccoli eventi culturali, corsi teatrali e laboratori di lettura per bambini, proposte teatrali e musicali. All’interno della nuova costruzione, nella posizione occupata in precedenza dalla taverna, troverà spazio una caffetteria con funzione di punto ristoro atta ad accompagnare eventi culturali, visite museali e aperture serali dell’adiacente teatro, con momenti di convivialità, senza prendere la forma di una locazione commerciale ma aperta alla collaborazione e gestione condivisa delle associazioni del territorio. Proprio le associazioni culturali ed educative, dalla scuola al centro giovani, dalla parrocchia alle realtà culturali, all’Anpi, sono state coinvolte in un percorso partecipato di condivisione degli obiettivi che ha fatto emergere potenzialità e competenze diffuse e la disponibilità a contaminarsi a vicenda, per far sì che il Torrazzo possa diventare ancor più un luogo condiviso e vissuto da tutta la comunità. L’investimento complessivo del progetto: 520.000 €, di cui il 70% finanziato, ci auguriamo, dal Bando RU21 e il restante 30%, per 156.000 €, a carico del Comune», conclude Paoli.

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