Trovato morto nel letto a soli 35 anni

Daniele Sansone

Daniele Sansone abitava a Pieve Modolena: a dare l’allarme la sorella e gli amici che non lo sentivano dal giorno prima

REGGIO EMILIA. È stato trovato privo di vita nel suo letto Daniele Sansone, 35 anni, ex difensore della Calerno Calcio e poi allenatore di diverse squadre. L’allarme è stato dato ieri mattina intorno alle 11 dalla sorella e da alcuni amici preoccupati perché Daniele da domenica non rispondeva al telefono.

Quando i vigili del fuoco insieme agli agenti della squadra mobile sono entrati nell'appartamento si sono trovati davanti Daniele Sansone disteso sul letto. Inutili i tentativi dei soccorritori, per lui non c'era più niente da fare.


La notizia si è presto diffusa in Val d’Enza lasciando increduli i tanti che lo conoscevano. Commovente la nota diffusa dalla dirigenza della Calerno Calcio: «È scomparso ieri mattina Daniele Sansone. Apprendiamo oggi tristemente della scomparsa del nostro ex difensore Daniele Sansone. Ti vogliamo ricordare così, con l’ultimo messaggio lasciato al vice mister proprio qualche giorno fa. Buon viaggio Carajo».

A parlarci di lui è l’amico Ernesto Brescia, allenatore del Calerno Calcio che lo ricorda così: «Una tragedia la sua perdita, era un amico speciale – dice commosso Brescia –. Ha giocato come difensore a Calerno cinque anni fa. Poi ha intrapreso la carriera da allenatore, prima con una squadra di giovani a Reggio, poi a Montecchio con gli under 16. Adesso allenava a Mandrio di Correggio sempre una squadra di ragazzi. La notizia ci ha lasciati tutti senza parole». «Io non so dove vanno le persone quando muoiono – prosegue Brescia – ma so dove restano. E tu, amico mio resterai per sempre nel mio cuore. Hasta el final Hermano. Siempre». E tutti gli amici lo ricordano così: «Daniele era un ragazzo dal carattere mire, gioviale, scherzoso, amichevole e solare. Se c'era una persona buona era lui».

Nato a Napoli, viveva a Reggio da alcuni anni, a Pieve Modolena non lontano dalla sorella. La sua grande passione è sempre stata quella per il calcio. Ma amava anche i viaggi e, in particolare, la “sua” Argentina. Era particolarmente legato con questa terra dove tornava almeno una volta all’anno, quando poteva. «Daniele portava nel cuore un amore molto particolare per l’Argentina ma nessuno ha mai saputo il perché – conferma Brescia – si sentiva mezzo italiano e mezzo argentino».

Lutto naturalmente nel mondo del calcio anche a Mandrio e Montecchio appena si è diffusa la notizia della sua morte improvvisa. In tantissimi hanno lasciato messaggi di cordoglio per lui. «Era amichevole e gioviale – scrivono da Mandrio – buono e professionale, faceva sentire i ragazzi a proprio aggio. Abbiamo perso un ottimo allenatore e un grande ragazzo».

Rimangono tanti punti da chiarire, a partire dal motivo della morte, dal momento che Daniele è sempre stato un ragazzo sano. Ancora non sono chiare le dinamiche del decesso. Forse solo l’autopsia potrà dire qualcosa di più.

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