Pd, Malavasi si schiera con Cavallaro: «Le sue idee in linea con quelle di Letta»

La sindaca di Correggio e vicepresidente della Provincia: «Noi pensiamo che si debba superare ogni forma di leaderismo»

REGGIO EMILIA. Reggio, Comune capoluogo chiama, e Correggio, secondo Comune della provincia, risponde. Dopo la scelta del sindaco di Reggio, Luca Vecchi, che ha dichiarato il sostegno a Gazza, sul congresso provinciale del Pd che si è aperto in questi giorni interviene la vicepresidente della Provincia e sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, che si schiera invece a favore del candidato Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e lettiano da sempre.

Il candidato dell’area lettiana – composto da ex bersaniani ortodossi e da un pezzo di ex zingarettiani – contende la nomina a segretario provinciale Pd a Massimo Gazza, ex diesse ed ex renziano, che punta invece a raccogliere consensi trasversali nel Pd.


Sindaco, una delle principali motivazioni della candidatura di Cavallaro per la vostra area, dopo il suo ritiro, è che serviva un candidato unitario e non un candidato unico. È così?

«Ho sperato che ci fossero le condizioni per una candidatura unitaria con un percorso che ci portasse a un profilo che fosse la miglior garanzia possibile per rappresentare le diverse sensibilità di un partito che ha bisogno di ascoltare e di essere vicino alla comunità. Con un’idea di un Pd che sappia essere aperto al territorio e superare lo scollamento tra iscritti e gruppo dirigente».

Come è nata la candidatura di Emanuele Cavallaro?

«È nata dopo il mio ritiro e dopo aver verificato che non c’erano gli spazi per una candidatura unitaria. E poi perché abbiamo ricevuto tante sollecitazioni da una parte di iscritti che ci hanno chiesto di essere rappresentati e di avere agibilità politica e una propria voce nel partito».

Che congresso si aspetta?

«Non ci interessa una contrapposizione, ma partecipare ad un congresso con idee e proposte e che ci faccia sentire di essere tutti parte del Pd. E c’è molto da fare. Mi aspetto soprattutto un congresso di idee. Ci sono temi comuni in entrambi i programmi dei candidati, ma sono elaborati in modo diverso. Non c’è stato un programma costruito insieme e abbiamo bisogno di ripartire dai contenuti, fermo restando che chi sarà eletto dovrà essere il segretario di tutti».

Perché un iscritto Pd dovrebbe votare Emanuele Cavallaro?

«Le sue idee sono chiare e concrete e la sua candidatura è in linea con il segretario Letta, di cui condivide il lavoro che sta portando avanti. E poi Cavallaro ha sempre avuto un comportamento coerente sul piano politico e una autonomia di giudizio indipendentemente dalle maggioranze o dalle minoranze nel Pd».

Provi a sintetizzare il programma in poche parole.

«Nel suo programma ci sono alcune parole chiave in cui mi ritrovo: sinistra, antifascismo, democrazia paritaria. Parole che sono identitarie del Pd. Così come quando dice: “A noi piace essere partigiani”. Condivido la sua idea di un partito smart, di partito di prossimità con i circoli aperti a studenti e anziani. E condivido l’impegno che ha assunto di andare in tutti i circoli una volta all’anno ed essere disponibile a ricevere una volta la settimana gli iscritti, per ascoltare idee e proposte. Questo confronto, questa prossimità al territorio è un cambio di marcia. Noi pensiamo che si debba superare ogni forma di leaderismo, che non ha nulla a che vedere con la nostra idea di Pd e che ha portato ad una crisi nel campo progressista e lasciato spazio al populismo».

Cosa vuol dire fare il segretario Pd a tempo pieno, che è una dei mantra dei sostenitori di Gazza?

«Parliamo di un candidato volontario che non percepirà alcun compenso. Serve una persona autorevole che sia garanza di pluralismo e portatore di buone idee per un partito che a Reggio ha perso troppi iscritti e che si è allontanato dai bisogni dei cittadini. Letta e Bonaccini parlano di valorizzare i sindaci nei gruppi dirigenti. A Modena si è candidato un sindaco, a Bologna la presidente di un quartiere, perché a Reggio non si può? Valutiamo quindi le persone non per il tempo che hanno, ma per quello che possono portare al Pd. Un sindaco, peraltro, ha meno vicoli e ha più possibilità di gestire il proprio tempo. Detto ciò, mi auguro che sia un congresso di idee e di confronto. Sono certa che chi vincerà saprà farsi carico di gestire il Pd in modo unitario e così contribuire alla proposta politica del nostro segretario Letta».

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