Entro ottobre 2022 l’Unione aprirà il centro per le famiglie

Ieri la giunta ha approvato la delibera di indirizzo. Dalla Regione 25mila euro. L’opposizione: «Non ci sono soldi né accordo». Il sindaco: «E invece è così»

BAGNOLO IN PIANO. Poco meno di un anno per vedere concretizzarsi un progetto lungamente desiderato: il centro per le famiglie dell’Unione Terra di Mezzo sarà aperto tra settembre e ottobre 2022. La giunta dell’Unione ha approvato ieri mattina la delibera di indirizzo che, con tanto di cronoprogramma, conferma la volontà di procedere per la realizzazione del servizio intercomunale entro il prossimo anno e stabilisce la formazione di un tavolo partecipato con i soggetti del settore, finalizzato allo scopo.

Un documento al quale si è arrivati dopo un iter, non facile, di confronto e valutazioni da parte dei tre enti comunali di Bagnolo, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto, che compongono l’Unione, l’unica realtà unionale della nostra provincia a non avere ancora un proprio servizio dedicato alle esigenze di supporto alle famiglie.


La difficile sintesi a cui si è arrivati è, per il sindaco bagnolese Gianluca Paoli, la migliore risposta all’attacco che sul tema, proprio ieri, mentre si svolgeva la giunta dell’Unione, ha ricevuto da parte del Pd, all’opposizione a Bagnolo. «Da molto tempo l’amministrazione comunale di Bagnolo se la canta e se la suona, ma soprattutto la canta e la suona ai bagnolesi – scrive in una nota il gruppo di opposizione Bagnolo Bene Comune – con la propaganda su un fantomatico centro per le famiglie». Ma su questo, lamenta l’opposizione, «non c’è il consenso dei sindaci dell’Unione Terra di mezzo, e nemmeno il finanziamento per la ristrutturazione del Maki», e «dunque la realizzazione del progetto, se mai ci si arrivasse, sarebbe a carico dei tre Comuni dell’Unione». È nei locali dell’ex pub di via Boiardo, infatti, a fianco alla sede della polizia municipale di Bagnolo, che il Comune ha proposto di realizzare la sede del futuro centro per le famiglie, cambiandone nel frattempo la destinazione d’uso: con un’operazione che l’opposizione definisce «precipitosa» e «spregiudicata». «Ora il sindaco Paoli si ritrova in altissimo mare», è la stoccata dell’opposizione.

«Hanno avuto troppa fretta – ribatte il primo cittadino –. L’opposizione si riferisce a quanto ho risposto alla loro interpellanza sul tema nel consiglio comunale di giovedì sera. Nel frattempo le cose sono cambiate per intervento della Regione che, evidentemente, parla la mia stessa lingua».

È proprio dalla Regione erano già stati messi sul piatto 25mila euro con la richiesta di inviare entro la fine di novembre il cronoprogramma per la realizzazione entro il 2022 del servizio unionale. «Giovedì scorso abbiamo avuto un incontro – spiega Paoli – io, il sindaco di Cadelbosco Sopra Luigi Bellaria e quello di Castelnovo Sotto Francesco Monica con la responsabile del servizio Federica Saccani, per decidere se proseguire con la tabella di marcia chiestaci dalla Regione o chiedere di congelare tutto e posticipare al 2023. Gli altri due sindaci erano gli unici ad avere dei dubbi. Titubanze dovute alla mancanza di competenze tecniche per valutare i servizi che già gestiamo a Bagnolo».

Dubbi che hanno prevalso in quella sede. Poi la svolta sabato, dopo che il consiglio comunale di Bagnolo si era già svolto e Paoli aveva aggiornato i consiglieri. «Sabato c’è stato l’ultimo incontro con la Regione che ha convinto gli altri due sindaci a procedere con l’attivazione del servizio nel 2022».

Quanto alla sede, tra gli obiettivi della delibera di indirizzo dell’Unione c’è anche l’individuazione di quella più idonea. «L’ex Maki non è una bandierina – dice Paoli –. Noi lo abbiamo candidato da tempo, per metterci avanti. Speravamo di ottenere il finanziamento ministeriale per un progetto di ristrutturazione di 96 mila euro, ma così non è stato. È chiaro ora che qualsiasi sede si deciderà, essendo il servizio intercomunale, le spese per la sua realizzazione saranno sostenute da tutti e tre i Comuni».

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