Contenuto riservato agli abbonati

Brescello, il calzolaio imbratta di nuovo la facciata del municipio

Bertoli: «Mi hanno visto in tanti. Quel vagabondo morto poteva essere salvato» Storchi: «Ennesimo danno, lo denunciamo. Timarac non voleva essere aiutato»

BRESCELLO. Ancora una volta il muro del municipio di Brescello è diventato oggetto di imbrattamenti. Questa volta le scritte, comparse sabato sera sul municipio, sulla sede della Pro loco e nelle vicinanze – scoperte dai carabinieri ieri mattina – recitano: “Assassini vi maledico” e “Delinquenti”. E sono accompagnate da alcune svastiche. Come nei precedenti episodi, anche stavolta la mano che ha usato la bomboletta spray è quella di Erminio Bertoli, storico calzolaio del paese già autore in passato di scritte di protesta sia contro i commissari prefettizi che contro l’attuale amministrazione comunale. L’uomo non nasconde le proprie responsabilità. «Erano le 10 di sera, mi hanno visto in tanti – afferma – e già questa mattina (ieri, ndr) i carabinieri sono venuti a casa mia. Protesto perché le persone in difficoltà, tra cui senzatetto e invalidi, vanno aiutate e non abbandonate». Al centro delle rimostranze di Bertoli, stavolta, la morte del 58enne Zeljko Timarac, senzatetto trovato priva di vita sabato sui gradini di un condominio di via De Amicis. A detta di Bertoli, la triste fine del vagabondo di origine bosniaca poteva essere evitata se i servizi sociali del Comune si fossero attivati per fornirgli sostegno. Un’accusa, questa, rispedita al mittente dal vicesindaco Stefano Storchi. «Diverse volte sia il Comune che i singoli componenti della giunta, quando lo incrociavano per strada, hanno provato a convincere Timarac a farsi dare una mano, ma non voleva sentire ragioni. Anche in occasione del malore che ha accusato prima di morire, ha rifiutato il ricovero. Più volte, inoltre, gli era stato proposto un alloggio in vista dei mesi più freddi, ma non c’è stato niente da fare. Le scritte? Sicuramente procederemo con una denuncia per questo ennesimo danno che Bertoli arreca alla cosa pubblica. Ogni volta trova un pretesto diverso per contestare l’operato del Comune, e questa volta si è attaccato alla morte di questo povero senzatetto».

L’episodio della morte di Timarac risale a sabato mattina quando, ormai cadavere, è stato trovato sulle scale di un condominio di via De Amicis, in centro. Timarac era conosciuto in paese in quanto da circa tre anni, pur senza una casa fissa, abitava a Brescello, dopo esservi giunto da Bussolengo (Verona). Nel corso della sua permanenza qui, più volte i servizi sociali lo hanno incontrato ma, da quanto risulta, ha sempre rifiutato ogni tipo di assistenza. Non chiedeva l’elemosina e non aveva mai creato particolari problemi. Per quanto riguarda l’alloggio, si arrangiava con sistemazioni di fortuna, a volte facendosi ospitare da qualcuno, in particolare nei mesi più freddi. A supportare ulteriormente l’ipotesi del malore, il fatto che venerdì sera l’uomo sia stato male nel centro del paese. A seguito di questo episodio, alcuni cittadini accortisi della situazione hanno chiamato il 118, che ha inviato un’ambulanza per prestare le prime cure al 58enne che, dopo essersi in parte ripreso, ha categoricamente rifiutato il ricovero in ospedale.


© RIPRODUZIONE RISERVATA