Romano torna da avversario: «Il match si decide in difesa»

Marco Arturo Romano

Il patron della Viterbese agita il ramoscello d’ulivo: «La Reggiana è nel mio cuore e quest’anno è fortissima». Il match domani alle 14.30 al Città del Tricolore

REGGIO EMILIA. Dice di essere rimasto affezionato alla Reggiana (che domani, domenica 28 novembre, alle 14.30 scenderà in campo al Città del Tricolore contro la Viterbese), la maglia granata se la sente un poco ancora addosso. Anche se la sua esperienza da vicepresidente è durata poco, mesi e non anni. «In fin dei conti – ci tiene a sottolineare – sono stato uno dei soci fondatori della Reggio Audace, uno dei capitani coraggiosi che si sono sobbarcati oneri ed onori per non far morire il calcio a Reggio dopo la fallimentare gestione Piazza».

Poi cosa è successo?

«Diverse idee sul modo di gestire la società, le strade si sono separate, ma sono rimasto in contatto, con diversi dirigenti ci sentiamo, la stima reciproca non è mai venuta meno e poi adesso la Reggiana è in buone mani».

Sportivamente parlando oggi Romano con la sua Viterbese non se la passa benissimo. Anzi. Chissà se si sarà pentito, in estate, di aver fatto fuoco e fiamme per finire nel girone B, abbandonando quello meridionale. Che comportava un maggior e gravoso esborso economico , causa viaggi molto più lunghi. La sua Viterbese è stata costruita con obiettivi ambiziosi, non certo per puntare alla salvezza.

«Ci eravamo prefissi – dice Romano – ed eravamo sicuri di aver allestito una squadra da medio-alta classifica, playoff obiettivo minimo, ma da raggiungere anche con una buona posizione nella griglia di partenza, per budget nel reparto offensivo siamo la quinta-sesta formazione del campionato». Ed allora cosa è successo? «Vallo a capire, è mancata l’amalgama, siamo finiti in n vortice dal quale stiamo cercando di uscire, non è mai piacevole ma le circostanze ci hanno consigliato di provvedere a 3 cambi di allenatore, evidentemente qualcosa non ha funzionato».

Romano, per carattere, è persona ottimista. «Siamo in ripresa, segnali di miglioramento ultimamente ci sono stati, sono arrivate vittorie che fanno bene sul piano della classifica e del morale, anche mercoledì in coppa Italia pur perdendo a Padova, mica su un terreno qualsiasi, abbiamo venduto cara la pelle, nella ripresa costruito diverse occasioni da gol».

Ed è sul reparto offensivo che l’ingegnere con la passione del calcio fa affidamento per una pronta risalita.

«Con Volpe, Volpicelli, Murillo là davanti possiamo far male, segnare in ogni momento, non è certo un attacco da ultimi posti».

Il problema è , probabilmente, una difesa che subisce troppo…

«È vero, ma anche lì abbiamo gente importante, non so se fosse una questione tattica od altro, abbiamo cambiato diversi moduli, ma mi pare che con l’arrivo di Punzi miglioramenti ci siano stati».

Che partita dobbiamo attenderci?

«Per noi difficile, la classifica parla da sola, si affrontano la prima e l’ultima, ma nel calcio prima di scendere in campo non c’è nulla di scontato, io mi auguro sia una bella partita, di certo noi con il 4-3-3 proviamo a giocarcela, non staremo chiusi dietro la palla, la Viterbese è squadra propositiva, anche perché il nostro punto di forza sono gli attaccanti, per quanto pure la Reggiana lì non scherza».

Dove si può decidere il match?

«Direi nella fase difensiva, sia Reggiana che Viterbese possono segnare, vincerà chi riuscirà a concedere meno».

Messa così, scusi, pare un assist per Diana, la sua squadra ha subito solo 6 reti, ha mantenuto la porta inviolata in ben 11 occasioni su 15, la Viterbese solo con il Siena non ha subito gol…

«La forza della Reggiana non la scopro io, se è la davanti, imbattuta è perché è solida, matura, esperta, completa in ogni reparto, con tante soluzioni, ma nel calcio mai dire mai, per noi l’imperativo è provare a strappare un risultato positivo».