La partigiana scrive a Draghi: «Sciolga i gruppi neofascisti»

Giacomina Castagnetti

Giacomina Castagnetti promotrice dell’appello al presidente del Consiglio: «Occorre un segnale forte e concreto, dia corso al dettato costituzionale»

REGGIO EMILIA. «Dia corso al dettato costituzionale e alle leggi vigenti. Sciolga le organizzazioni fasciste». C’è anche la 96enne reggiana Giacomina Castagnetti, figura di spicco dell’Anpi e componente dei Gruppi di Difesa della Donna di Reggio Emilia, fra i partigiani che hanno scritto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, chiedendo lo scioglimento dei gruppi neofascisti.

La lettera è firmata anche da Mirella Alloisio (partigiana, componente della segreteria operativa del Cln Liguria), Antonio Amoretti (partigiano delle Quattro Giornate di Napoli), Ermenegildo Bugni (partigiano, vicecomandante della divisione Modena e responsabile di zona Porta Santo Stefano nella brigata “Irma Bandiera” di Bologna), Gastone Cottino (partigiano della Brigata Sap “Mingione” e componente del CLN Piemonte) e Iole Mancini (partigiana dei Gap di Roma). «Egregio presidente Draghi – scrivono i firmatari dell’appello – abbiamo conosciuto il fascismo, la soppressione delle libertà e dei diritti, le sue violenze, le sue persecuzioni, le sue guerre. Lo abbiamo combattuto, e tante e tanti di noi hanno sacrificato la vita. Eppure lo abbiamo vinto. Siamo indignati per l’aggressione alla sede nazionale della Cgil perché ci ha ricordato quel tempo, ma indignarsi non basta». Di qui l’appello: «Occorre un segnale forte, concreto, immediato. Per questo ci rivolgiamo direttamente a Lei in quanto alto rappresentante delle Istituzioni nate dalla Resistenza. Rompa ogni indugio e ascolti l’appello che continua a venire da migliaia e migliaia di cittadine e cittadini, dalle associazioni combattentistiche, dagli ex deportati, da noi partigiani, tutti preoccupati per i pericoli per la convivenza civile e il futuro della democrazia».


Partigiana, sindacalista, militante per i diritti delle donne, una delle più conosciute e amate testimoni del Novecento reggiano, Giacomina Castagnetti è nata in una famiglia socialista di Roncolo che durante la guerra ha gestito una casa di latitanza partigiana a Castellazzo. Dopo il conflitto si è impegnata nell’Udi, Unione Donne Italiane, e nel sindacato. È stata la prima consigliera comunale donna di San Martino in Rio, eletta per il Pci, e ha partecipato a decine di proteste, lotte e manifestazioni. È lei, fra l’altro, la ragazza che guida il trattore R60 nella foto più celebre della grande occupazione delle Officine Reggiane fra il 1950 e il 1951. Negli anni ’50 va a lavorare per la Cgil in Appennino, girando a piedi e in corriera tutta la montagna, e lì conosce il marito, l’avvocato Coli, con cui si fermerà a vivere a Castelnovo Monti, dove vive tuttora da cinquant’anni.

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