Violenza sulle donne: in un anno a Reggio Emilia aperti 460 fascicoli per stalking, violenze e maltrattamenti

La polizia di Stato in piazza con il prefetto Rolli: «Dobbiamo aiutare le donne a capire, a chiedere aiuto e a denunciare» 

REGGIO EMILIA. Nel 2020 le donne picchiate o abusate che si sono rivolte al pronto soccorso di Reggio Emilia sono state 242 e 299 quelle accolte nel centro antiviolenza della Casa delle donne. Inoltre, dall’1 settembre 2020 all’1 ottobre scorso, la Procura reggiana ha avviato 274 procedimenti per maltrattamenti, 127 per stalking e 59 per violenza sessuale. Le richieste di custodia cautelare sono state 14 per maltrattamenti, sette per violenza sessuale e cinque per stalking. Sono alcuni dei dati emersi in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, celebrata ieri in città con diverse iniziative. La polizia di Stato e il questore Giuseppe Ferrari, presenti in piazza Prampolini con uno stand informativo nell’ambito della campagna “Questo non è amore”, hanno ricevuto la visita del prefetto Iolanda Rolli, secondo cui, «a distanza di oltre un decennio dalla convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza nei confronti delle donne come una grave violazione dei diritti umani, molto è stato fatto, ma ancora tanto resta da fare sul fronte, per un verso, della prevenzione e del contrasto della violenza di genere, e per l’altro verso del sostegno alle vittime».

Per Rolli, quindi, «dobbiamo aiutare le donne a capire, a difendersi, a chiedere aiuto e a denunciare». In particolare, «è necessario un maggior coinvolgimento a tutti i livelli. Un omicidio non avviene mai all’improvviso ma ci sono segnali che non possono non essere colti anche in famiglia e dalle persone vicine». In mattinata gli agenti di polizia hanno tenuto anche una lezione all’aperto rivolta a due classi del liceo Matilde di Canossa, alla presenza di alcuni insegnanti per una successiva divulgazione a cascata nelle altre classi dell’istituto.


Il prefetto ha, poi, ricordato tra le iniziative della Polizia di Stato, l’importanza dell’applicazione YouPol, che dallo scorso anno, in piena pandemia, è stata aggiornata per intercettare le richieste di aiuto delle vittime di violenza, costrette, dall’emergenza sanitaria, ad un isolamento forzato in casa. All’App sono state inserite nuove funzionalità che consentono l’interazione in tempo reale tra chi segnala e la sala operativa della Questura.

Si tratta di notevoli implementazioni dell'applicazione, quali la chat che la sala operativa ricevente può attivare con la o il segnalante e la possibilità di scambiare anche file multimediali, come immagini, video e audio. Tutto questo consente all’operatore di polizia di avere in tempo reale un quadro il più completo possibile della situazione, per interventi più tempestivi e una tutela più efficace della vittima.

Tra le novità dell’applicazione, infine, uscite proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, c’è anche la possibilità, per chi segnala, di nascondere l’attività svolta con l’app. Una funzionalità pensata principalmente per le vittime di violenza di genere, per evitare il rischio che la loro segnalazione venga scoperta da chi, come il maltrattante, controllasse lo smartphone. Anche la funzionalità di geolocalizzazione è stata cambiata, diventando bidirezionale, nel senso che non soltanto la sala operativa, come nella precedente versione dell’app, localizza il segnalante, ma questo a sua volta può vedere qual è l'ufficio di polizia più vicino, cliccando su “Dove siamo”.

Occorre ricordare a tutte le donne anche il numero di pubblica utilità 1522, come strumento in grado di rompere il silenzio e l’isolamento causati dalla violenza e di fornire indicazioni sui diritti e sugli strumenti e servizi di tutela che sul territorio nazionale assicurano effettivi percorsi di sostegno.

Il numero è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, isponibile via telefono e anche via chat tramite app o sul sito www.1522.eu, disponibile in varie lingue con assoluta garanzia di anonimato.

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