Farmabusiness, chiesti 14 anni di reclusione per il nipote del boss

Mano pesante dei due pm su Salvatore Grande Aracri Stessa pena avanzata per Romano, otto anni per Ciampà

reggio emilia. Mano pesante dei due pm della Dda di Catanzaro – il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e il sostituto Domenico Guarascio – nell’udienza preliminare in corso a Catanzaro e legata all’inchiesta antimafia Farmabusiness, vale a dire l’operazione in cui la Dda di Catanzaro ha messo al centro presunti illeciti nella vendita all’ingrosso di farmaci in cui sarebbe stata coinvolta anche la cosca ’ndranghetista Grande Aracri, oltre ad imprenditori, esponenti politici e funzionari pubblici.

Nell’ambito del giudizio abbreviato – con sconto di pena di un terzo – sono infatti fioccate sul gup Barbara Saccà richieste per venti condanne (da un minimo di 4 anni ad un massimo di 16 anni di reclusione) e nessuna assoluzione. In chiave reggiana sono tre gli imputati coinvolti con l’ accusa di associazione mafiosa: Salvatore Grande Aracri (d’origine cutrese ma brescellese di residenza, 42 anni, detto “Calamaro”, difeso dal legale Carmine Curatolo), nonché il 32enne Francesco Salvatore Romano (di Cadelbosco Sopra) e il 43enne Giuseppe Ciampà (sino ad undici anni fa residente a Brescello e poi rientrato a Cutro). Questi ultimi due imputati sono assistiti dall’avvocato Luigi Colacino. La pena più rilevante (14 anni di carcere) è stata chiesta sia per Grande Aracri che per Romano, sei anni di meno per Ciampà.


Chiesti invece 7 anni e 8 mesi di reclusione per Domenico Tallini (ex presidente del consiglio regionale della Calabria) accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. La pena più alta a 16 anni di carcere è stata chiesta per l'antennista catanzarese Domenico Scozzafava. Dodici anni di reclusione per Giuseppina Mauro che è la moglie del boss Nicolino Grande Aracri (10 gli anni richiesti per la figlia 29enne Elisabetta Grande Aracri). Sei anni invece la pena invocata per l'avvocato Domenico Grande Aracri (fratello del capoclan).

Le altre richieste di pena: Tommaso Patrizio Aprile (4 anni), Serafina Brugnano (10 anni), Santo Castagnino (8 anni), Pasquale Del Sole (6 anni), Paolo Del Sole (9 anni), Donato Gallelli (8 anni), Salvatore Grande Aracri (classe 1986, 10 anni), Gaetano Le Rose (classe 1972, 8 anni), Gaetano Le Rose (classe 1975, 8 anni), Pancrazio Opipari (10 anni), Maurizio Sabato (8 anni), Leonardo Villirillo (8 anni).

Le accuse mosse agli imputati sono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

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