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Bambini dell’asilo trascinati e sculacciati: due maestre accusate di maltrattamenti

Una 66enne filmata mentre urla, bestemmia e chiude in bagno un alunno: «Se fossi mio figlio te ne darei tante»

Reggio Emilia. Bambini trascinati per terra, chiusi in bagno, bersagliati di improperi e di punizioni psicologiche e fisiche. È terribile il quadro emerso in un asilo nido di una frazione cittadina (di cui non facciamo il nome per tutelare i bambini, ndr) dove per presunti abusi su cinque bambini due maestre di 62 e 55 anni sono finite alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti in concorso aggravati. Diverse le aggravanti contestate: «Per aver commesso il fatto nei confronti di minori e alla presenza di minori, per aver commesso il fatto approfittando di persone» di quell’età e «di patologie di cui risultano affetti alcuni dei minori».

I fatti risalgono al periodo tra il 2019 e il febbraio 2020, quando una mamma chiedendo al figlio su come si fosse procurato un arrossamento, ha ricevuto le confidenze del piccolo sulla maestra. La mamma si è consultata con altre mamme e sono emersi comportamenti perlomeno singolari. Dopo la denuncia sporta dai genitori, i carabinieri hanno svolto delle indagini, eseguendo intercettazioni ambientali e piazzando delle telecamere nascoste nell’asilo: un materiale audio e video che ha avvalorato i sospetti. Da qui l’incriminazione della coppia di insegnanti che gestivano la stessa classe e che in seguito la dirigenza scolastica ha sottoposto a un procedimento disciplinare (procedimento sospeso in attesa dell’esito del processo, perciò entrambe hanno continuato a lavorare). Gli episodi dei filmati riguardano in particolare la 62enne: in due occasioni avrebbe trascinato a terra per le braccia un bimbo fino a portarlo all’uscita della classe e in un’altra circostanza, dopo averlo afferrato per le braccia, l’avrebbe fatto cadere sul pavimento; altri due piccoli sarebbero stati sculacciati, su schiena e glutei, e tirati per le orecchie; altri due alunni sarebbero stati colpiti con calci per costringerli a riordinare i giochi; un bambino sarebbe stato chiuso in bagno per punizione. E ancora urla, bestemmie e «un linguaggio inappropriato», come la seguente frase: «Se fossi mio figlio te ne darei tante», pronunciata dalla maestra che in contemporanea sbatteva «oggetti sul tavolo», rivolgendosi al bambino «alla presenza dei compagni di classe». Una condotta ritenuta grave, pur distinguendo tra le due posizioni: secondo l’accusa questi abusi sono stati compiuti dalla 62enne, ma la 55enne «non li ha impediti», pur «rivestendo una posizione di garanzia nei confronti dei piccoli alunni alla stessa affidati e avendo l’obbligo giuridico di vigilare su di essi». Con questa motivazione il pm Giacomo Forte ha chiesto il rinvio a giudizio di entrambe le insegnanti, le quali negano ogni addebito.


Ieri in tribunale si è svolta l’udienza preliminare davanti al Gup Silvia Guareschi e al pm Forte. Sono cinque i piccoli maltrattati, di cui due gemelli. Ieri sono state quattro le famiglie che si sono costituite parte civile nel procedimento, rappresentate dai legali Rosa Apadula, Antonio Comberiati e Paolo Melli (studio Raffaella Pellini) per i gemelli, uno picchiato durante una gita e l’altro fatto oggetto di imprecazioni.

L’avvocato Gianluca Tirelli, difensore della 55enne, ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, fissato per il 31 marzo 2022. L’avvocato Vainer Burani, che rappresenta la 62enne, ha subordinato la scelta di un eventuale rito alternativo all’analisi dei filmati: «Dalle immagini non risultano condotte assimilabili ad un reato».

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