Femminicidio di via Patti, «Il papà accudirà il figlio. Ha solo un anno e mezzo e tanto bisogno di lui»

L'avvocatessa Francesca Guazzi tutela il padre del bimbo rimasto orfano

Disposto in luglio l’affido condiviso e il mantenimento da parte del padre 50enne. Il legale Fava: «Il piccolo vive con la nonna, ora ci confronteremo con il genitore» 

REGGIO EMILIA. «È una vicenda dolorosissima anche per il padre del bambino di un anno e mezzo che, nell’interesse del figlio eserciterà responsabilmente, come da sempre, i suoi doveri e diritti genitoriali».

Attraverso le parole ferme dell’avvocatessa Francesca Guazzi – che tutela il padre del bimbo – entriamo nel futuro del piccolo Federico (è un nome di fantasia, per tutelarne la privacy) che ha perso la madre Cecilia in quel modo terribile. Orfano all’improvviso, come in una guerra maledettamente ingiusta.



In gioco c’è la sua crescita, il suo sviluppo psicologico, il bisogno di una famiglia che dovrà stargli accanto quando un giorno dovrà guardare in faccia la verità sulla tragedia che l’ha privato del bene più caro.

Al momento vive con la nonna materna nell’abitazione di via Melato, comunque a supporto del piccolo vi sono già dei passaggi giudiziari che fanno ben sperare, perché questa emergenza va affrontata subito.

Cecilia e il compagno (un albergatore reggiano 50enne) dopo aver chiuso la loro relazione – da cui è nato Federico – avevano infatti già compiuto i loro passi sul piano giuridico, sistemando diritti e doveri genitoriali.


E nel luglio scorso il collegio giudicante civile ha disposto – in tribunale a Reggio Emilia – l’affidamento condiviso del figlio nonché il mantenimento del piccolo a carico del padre.



Ora con la morte atroce della mamma, l’affido condiviso traccia già la strada: il papà che nel freddo linguaggio del diritto ha mantenuto la responsabilità genitoriale, ora si occuperà in prima persona del figlio. Un padre descritto come presente e che tiene al proprio bambino.

Sull’affido di Federico interviene anche l’avvocatessa Giovanna Fava che dall’anno scorso seguiva Juana Cecilia Hazana Loayza sul piano civilistico. L’aveva incontrata una settimana fa: «La tutelavo per la relazione precedente con il reggiano, padre di suo figlio, che l’aveva lasciata oltre un anno fa. Avevamo regolato le modalità di visita del bambino e la questione del mantenimento. Cecicilia era felice: il piccolo era stato preso all’asilo, la madre e una rete di amici che la aiutavano, un mese fa aveva trovato un lavoro regolare e le difficoltà economiche parevano alle spalle. Continuerò ad assistere la nonna, per quello che posso fare. Domani (oggi per chi legge, ndr) incontro i servizi sociali per il bimbo. La nonna si è messa a disposizione – sottolinea l’avvocatessa Fava – in quanto disponibile a rimanere qui per occuparsi del piccolo anche se ha tanti figli in Perù (cinque). Ma è un discorso – conclude – che va costruito insieme al padre».

Detto delle intenzioni del padre a livello di potestà genitoriale, va aggiunto che ha già fatto anche i suoi passi sul piano penalistico a nome del figlio. Ha infatti dato l’incarico all’avvocato Federico De Belvis affinché rappresenti il minorenne sul versante processuale. Al momento il piccolo è parte lesa di questa orribile vicenda, ma l’intenzione sul piano giudiziario è la costituzione di parte civile quando si incardinerà il procedimento.

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