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«Droga, vi spiego come l’Arma la contrasta»

II comandante della compagnia dei carabinieri di Guastalla Luigi Regni fa il punto sul consumo e lo spaccio di stupefacenti nella Bassa reggiana

GUASTALLA. I giovanissimi che fumano hascisc, gli adulti che usano cocaina, i casolari dove saltano fuori piantagioni di marijuana. Il consumo e lo spaccio di stupefacenti è un universo variegato e in continuo mutamento. Le inchieste che si sono susseguite in questi anni hanno ribadito l’estrema diffusione della droga, specie la cocaina, sul nostro territorio. Chi ha il polso della situazione, perché presente in strada ogni giorno, sono i carabinieri. Con il tenente colonnello Luigi Regni, comandante della compagnia di Guastalla, proseguiamo il nostro approfondimento sul tema della lotta alla droga, che l’Arma conduce non soltanto sotto il profilo repressivo, ma anche attraverso varie modalità di prevenzione.

Il consumo di stupefacenti, ovunque si guardi, appare elevato. Cosa emerge dalle attività dei carabinieri?



«Dalle attività di indagine emergono continuamente episodi di spaccio al minuto di hascisc, marijuana e cocaina e, in minor quantità, eroina. Il consumo non avviene nelle piazze, in maniera disinvolta come accade nei grossi centri, bensì nelle case, all’interno di auto o nei parchi dove si raccolgono piccoli gruppi di giovani, prevalentemente di sera, in luoghi poco illuminati e non affollati, ad esempio la zona golenale del Po. Nella Bassa Reggiana è emerso inoltre un fenomeno che non si riscontra così tanto altrove…».

Quale?

«Mi riferisco alla produzione di marijuana da parte di cinesi all’interno di casolari che si trovano in campagna, in zone isolate. Nella nostra provincia abbiamo scoperto cinque casi, nelle zone di Novellara, Rolo e Fabbrico. Parliamo di ingenti quantità di droga coltivata mediante l’utilizzo di impianti costosi, quali lampade solari, che fanno supporre l’esistenza di una vera e propria organizzazione. Questi casolari li abbiamo scoperti anche grazie all’abnorme consumo di energia elettrica».

La percezione del consumo di droga, dalla strada, qual è?

«Si registrano frequenti ritiri di patente, dai giovani neo patentati sino alle persone di mezza età, per guida sotto l’effetto degli stupefacenti, spesso in aggiunta allo stato di ebrezza alcolica. L’etilometro e gli esami del sangue rivelano l’assunzione».

La “vox populi” indica diversi luoghi di aggregazione come piazze di spaccio. I carabinieri ricevono segnalazioni in proposito?

«Sì e le prendiamo in considerazione. Di conseguenza facciamo dei servizi, anche in borghese. Non è però sempre facile trovare riscontri a quanto viene riferito».

Un oratorio, quello di Pieve, è stato chiuso e tra le motivazioni, è stato detto, vi sarebbe anche quella di un presunto uso di droga da parte di alcuni giovani: vi risulta?

«La chiusura non è riconducibile a problematiche connesse allo spaccio di stupefacenti. Certo, non è escluso che possano essere avvenute cessioni di pochi grammi di hascisc. I contatti con i parroci sono comunque strettissimi. A tal proposito, alla ripresa delle attività dell’oratorio, è stata richiesto un incontro-confronto, con le figure di riferimento, quali educatori e volontari».

I carabinieri si confrontano con gli amministratori locali? Ricevono segnalazioni da essi?

«I rapporti tra le amministrazioni comunali del territorio e le caserme, in particolare attraverso i comandanti di stazione, sono costanti e consentono uno scambio di informazioni molto importante. C’è inoltre una grande collaborazione anche con la polizia locale. La polizia provinciale, invece, ci fornisce puntualmente il suo cane antidroga».

Dal vostro punto di vista quali sono le dinamiche legate al consumo e allo spaccio di droga?

«Il consumo di cannabis e dei derivati è maggiormente diffuso tra i giovani e i giovanissimi. La cocaina è consumata prevalentemente dagli adulti perché costa di più. Negli ultimi anni si è assistito al ritorno dell’eroina, anche se in tono minore rispetto al passato. Abbiamo registrato anche alcuni casi di sequestro di droghe sintetiche, anche se il fenomeno non sembra affliggere questo territorio per l’assenza di locali serali e notturni in grado di attirare un gran numero di giovani. Il mercato dello spaccio al minuto è prevalentemente gestito da magrebini, in particolare per quanto riguarda la cannabis, mentre l’eroina e la cocaina da stranieri provenienti dall’Est europeo, ma anche da italiani, come dimostra l’inchiesta condotta tra Gualtieri e Guastalla che nel novembre 2016 e nei mesi seguenti portò all’arresto di cinque persone e al sequestro di chili di cocaina e hascisc, oltre a un mare di soldi in contanti. Alcuni sequestri di eroina hanno riguardato anche soggetti provenienti dal subcontinente indiano».

I carabinieri sono coinvolti nella prevenzione?

«Da anni, i comandanti di Compagnia e di stazione, nell’ambito del progetto sulla cultura della legalità promosso dal comando generale dell’Arma ed il Ministero della Pubblica Istruzione, organizzano incontri con i giovani nelle scuole primarie e secondarie, affrontando varie tematiche nel tentativo di sensibilizzare i ragazzi al rispetto delle regole, alle conseguenze derivanti dall’uso di alcol e droga. Anche lo scorso anno, nonostante la pandemia, sono stati effettuati incontri in videoconferenza con varie classi di vari istituti. Questo è un aspetto al quale, personalmente, tengo molto. Ritengo molto utile incontrare i ragazzi nelle scuole e da parte dei docenti c’è una grande richiesta di incontri formativi di questa natura. Ogni mattina, inoltre, una pattuglia dell’Arma sosta davanti al polo scolastico Russell: è una forma di prevenzione, per evitare assembramenti e dare il segno di una presenza».

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