Lo zio di Saman davanti ai giudici per l’estradizione

NOVELLARA. Si terrà oggi a Parigi l’udienza per Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas: dai giudici francesi è atteso l’ok, o il diniego, all’estradizione del pakistano accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della 18enne.

C’è attesa per questo verdetto. Dal suo rientro in Italia, infatti, sono attese risposte su quanto è accaduto alla giovanissima, scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il Primo maggio scorso. Le indagini dei carabinieri nono sono arrivate a scoprire dove è il cadavere della ragazza, ma gli investigatori sono convinti che Saman sia stata uccisa. Sarebbe rimasta vittima di un terribile disegno orchestrato dalla famiglia, che non accettavano la sua voglia di libertà ed emancimazione, il suo desiderio di essere lei a decidere della propria vita, e quel no al matrimonio combinato organizzato dalla famiglia che la voleva sposa di un cugino molto più grande, del quale lei però non ne voleva sapere.


Per l’omicidio della 18enne sono indagati in cinque: i genitori, fuggiti in Pakistan quello stesso primo maggio, due cugini e lo zio.

Se su madre e padre pende un mandato di arresto internazionale che ancora non è stato possibile eseguire, un cugino è già in cella, dal maggio scorso. Era stato bloccato in territorio francese, anche lui in fuga da Novellara e dall’Italia. Ikram Ijaz ha sempre negato responsabilità, così come nega di aver ucciso Saman Abbas lo zio, che si sta opponendo all’estradizione in Italia.

Resta latitante un secondo cugino, Numanulhaq Numanulhaq.

Il 27 ottobre scorso, Danish Hasnain durante l’udienza era intervenuto, prendendo la parola davanti ai giudici francesi.

Avrebbe negato ogni addebito, dichiarando che non è mai stato trovato il cadavere della giovane Saman perché non c’è stato alcun omicidio. Inoltre, avrebbe ricordato come la giovane fosse scappata di casa già tre volte, riferendo di essere andato almeno un paio di volte in commissariato per denunciare, senza però essere ascoltato.

Oggi dalla Chambre de l’Instruction della Corte d’appello di Parigi è attesa una decisione sulla sua estradizione e sulla validità del mandato europeo emesso a suo carico.

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