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Il Caffè Arti e Mestieri rinasce con la gestione di Giulio Bacicchi

L’apertura fissata per il 1° dicembre. E sabato sarà inaugurato il “nuovo” Bar Reggio in via Monte San Michele 

REGGIO EMILIA. Si riaccendono le luci e si torneranno presto a gustare i sapori del Caffè Arti e Mestieri, ristorante di riferimento nel panorama reggiano, chiuso da gennaio dopo l’addio dello chef Gianni D’Amato che ha trasferito la sua attività nella ligure Tellaro. La riapertura, prevista per il 1° dicembre, porta un nome notissimo della ristorazione reggiana che in centro storico ci è stato per vent’anni e ora ci torna per una nuova sfida. Anzi due. A parte il fatto che Giulio Bacicchi, dopo avere ceduto il Prospero Wine Bar nell’ottobre 2019, non è certo stato con le mani in mano. «Esclusi i momenti di lockdown per la pandemia – conferma Bacicchi – con la società di catering I Love My Kitchen abbiamo lavorato tanto e bene. Poi è arrivata questa nuova opportunità...».

Bacicchi, quanta voglia ha di ripartire? E come nasce questa nuova avventura?


«Quando D’Amato ha lasciato il ristorante, la proprietà, cioè la famiglia Maramotti, mi ha contattato facendomi una proposta entusiasmante. Considero innanzitutto questo nuovo impegno il coronamento della mia lunga carriera».

Cosa troveremo nel menù della nuova gestione?

«Insieme alla giovane brigata di I Love My Kitchen, proporremo piatti contemporanei e altri più tradizionali in un mix che mi auguro sarà apprezzato. Anche per quanto riguarda il locale, non mancherà qualche tocco di cambiamento, in un ambiente che dalla gestione di Enzo e Alberto a quella della famiglia D’Amato è rimasto identico».

Per lei è davvero un momento di cambiamenti. È anche alla sua intraprendenza che si deve la riapertura dello storico Bar Reggio in via Monte San Michele.

«Ci tengo anche se, va detto, io ho solo offerto la mia consulenza sia per quanto riguarda la ristorazione che il restyling del locale chiuso a giugno dopo una gestione di 37 anni. Per esempio, dal giorno dell’apertura fissata per sabato 27 novembre, al bar i clienti ritroveranno il flipper...».

Lei è molto affezionato a questo bar. Come mai?

«Ci ho passato la gioventù. Nei primi anni Ottanta, con la mia compagnia, quando chiudeva il Grattacielo andavamo al Bar Reggio così come da lì si partiva per andare a vedere la Reggiana al Mirabello con il mitico gruppo “Nobiltà Granata”. Ho cercato di creare l’atmosfera di un bar di una volta dove si giocava (e si giocherà) a flipper e a carte». E da via Monte San Michele a via Emilia San Pietro, il passo è davvero breve.

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