Reggio Emilia, inventato un supporto in 3D per aiutare Giovanni

L’ausilio è stato progettato dall’ingegnere meccanico Simone Pellacani e realizzato dall’associazione “Credere per Vedere”

REGGIO EMILIA. Ci sono piccoli ausili che non sono in commercio e non lo saranno mai, perché devono adattarsi alle specifiche esigenze di uno o poche persone e che per questo le aziende non hanno alcun interesse a produrre.

Sono soluzioni, invenzioni, adattamenti che possono fare la differenza e migliorare la vita delle persone alle prese con gravi disabilità.


Una sfida, quella di risolvere un problema all’apparenza piccolo, partendo dall’ascolto della persona e tradurla in una soluzione concreta, che è stata vinta dall’associazione “Credere per Vedere” che ha sede a Scandiano.

Dopo tanti studi, progetti e tante prove, è nato il primo ausilio personalizzato per persone con disabilità, realizzato con il sistema della stampa 3D. Un ausilio che risolve una specifica esigenza di quella persona e che è replicabile gratuitamente per chi ne avesse in futuro la stessa necessità.

Si tratta di supporto modulabile e adattabile a buona parte delle carrozzine elettriche in commercio che siano dotate di apposito traliccio, e ha lo scopo di supportare il tubo del ventilatore, collegato alla cannula per la tracheostomia che è stato progettato dall’ingegnere meccanico Simone Pellacani.

L’ausilio, che non è in commercio e per questo ancora più prezioso, è nato da un’idea di Giovanni Pannarello, residente a Castellarano e colpito da distrofia muscolare, che lo costringe da anni a vivere su una carrozzina elettrica.

«Siamo molto orgogliosi – spiega il presidente Andrea Milani – del nostro primo ausilio stampato in 3D. Un progetto che è nato ed è stato sviluppato all’interno del nostro nuovo progetto DejaPrint3D-Stampa 3D assistita e solidale, realizzato in collaborazione con la Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Reggio Emilia e del suo vice presidente Cristian Spadoni. Tutto è nato da Giovanni che ci ha creduto. La sua è stata davvero un’idea eccezionale e siamo sicuri che potrà rivelarsi molto utile per tantissime altre persone».

Questo è solo il primo dei progetti del gruppo di volontari dell’associazione Credere per Vedere. A breve sarà pronto un altro ausilio: uno smart mouse su cui sta lavorando l’ingegner Alessio Bevilacqua e che potrà essere utilizzato anche da chi ha difficoltà a usare le mani.

Proprio perché nessuno vuole lucrare su questi progetti, l’associazione Credere per Vedere ha deciso che anche i progetti per realizzare gli ausili siano messi a disposizione di tutti.

«Tutti i file in formato Stl per la stampa in 3D dei nostri ausili – conferma il presidente dell’onlus reggiana – saranno presto scaricabili gratuitamente da tutti i portali web più conosciuti, come thingiverse.com, cults3d.com, grabcad.com, e altri. Inoltre, chi volesse contattarci per ricevere maggiori informazioni per la realizzazione di ausili personalizzati e a titolo gratuito potrà farlo inviandoci una mail all’indirizzo: ass.crederepervedere@libero.it».

Se qualche volontario, sia ingegnere, informatico o più semplicemente “smanettone”, avesse voglia di rendersi utile, le porte dell’associazione “Credere per Vedere”, che ha sede capannone messo a disposizione dal Comune di Scandiano, sono sempre aperte. Infatti, oltre agli ausili realizzati in 3D, Credere per Vedere, grazie all’esperto di informatica Luca Ruozi e altri giovani volontari, ricondiziona computer obsoleti che le aziende devono sostituire. Computer che tornano utilizzabili e diventano preziosi strumenti di studio o lavoro per persone in situazioni di difficoltà o che vengono assegnati a qualche onlus o anche a uffici pubblici.