Coopservice, quattro dipendenti rinviati a giudizio per un appalto

Accusati a Cosenza di truffa ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, sono stati sospesi

Ambra Prati

reggio emilia. Sono stati rinviati a giudizio a Cosenza tutti i tredici imputati (tra i quali quattro reggiani) nel processo scaturito dall’inchiesta “Silence”, condotta dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza. L’indagine riguarda una presunta truffa ai danni dello Stato – del valore di tre milioni di euro – con la collaborazione di alcuni dipendenti dell’azienda ospedaliera di Cosenza, dove Coopservice si era aggiudicata un bando di gara del 4 maggio 2021 indetto dalla Regione Calabria in relazione ai “Servizi di pulizia e servizi integrativi”.


l’inchiesta

La vicenda è emersa nel gennaio 2020, quando il Gip Giuseppe Greco ha disposto gli arresti domiciliari, per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, per quattro dipendenti Coopservice: Gianluca Scorcelletti, 54 anni, in qualità di procuratore speciale e responsabile Linea Sanità nonché referente per il contratto di appalto stipulato tra Coopservice e l’azienda ospedaliera; Fabrizio Marchetti, 47 anni, quadro che aveva il medesimo ruolo; Salvatore Pellegrino, 53 anni, responsabile territoriale e referente dell’appalto; Massimiliano Cozza, 48 anni, responsabile coordinatore per l’appalto.

Un quadro non solo truffaldino, secondo la Procura, ma anche di «connivenze e ruberìe». «Emerge un quadro allarmante, all’interno degli ospedali di Cosenza e Rogliano, dal punto di vista igienico-sanitario, a causa della assoluta inefficienza, sia sul piano quantitativo che qualitativo, dei servizi svolti dalla società Coopservice». L’incrocio dei tabulati, del monte ore prestato dagli addetti alle pulizie e delle fatture liquidate dall’azienda ospedaliera hanno fatto ritenere alla Procura che la società reggiana abbia «trovato gioco facile nell’ottenere in tutto o in parte il pagamento da parte dell’A.O. di Cosenza sia in relazione a prestazioni mai rese, sia in relazione a prestazioni sul piano qualitativo del tutto scarse e insufficienti, poiché i pubblici dipendenti dirigenti degli uffici preposti, in un clima di totale disinteresse dell’interesse pubblico e della salute pubblica, hanno sempre certificato l’esito positivo dell’attività svolta da parte della ditta appaltatrice privata, senza effettuare alcun controllo». In sintesi, come ha dichiarato il pm Mario Cosentino, «qualcuno nella società si alzava e proponeva di fatturare una cifra all’azienda ospedaliera e qualcun altro ci metteva la firma sopra, senza alcun controllo». Mentre i reparti erano sporchi, i primari segnalavano disagi e i lavoratori non avevano i dispositivi di protezione adeguati.

Del resto, come dichiarava apertamente una donna di 57 anni “gola profonda” (poi licenziata da Coopservice), «tutti sapevano che era un appalto farlocco... dove erano previste delle attività che in gara non erano state messe e io a fronte di questo? Cioè devo essere sincera con il giudice...». E ancora: «Se vanno in fondo alla questione Cosenza sono fottuti!».

Lo sviluppo.

Oltre ai quattro dipendenti ora rinviati a giudizio compare anche la coop di via Rochdale. Con questa avvertenza, ha sottolineato l’avvocato Roberto Sutich, che rappresenta Coopservice, assistita nel contenzioso civilistico dall’avvocato Giorgio Barbieri.

«Nell’immediatezza gli imputati mi avevano nominato difensore ma ho preferito, per ragioni di opportunità, rinunciare al doppio ruolo», visto che i quattro sono stati sospesi. «Coopservice non ha e non potrà avere alcuna responsabilità penale. Semmai, in base al Dlgs 231 del 2001 (e successive modifiche), Coopservice entra nel rinvio a giudizio per la responsabilità amministrativa dell’ente. In astratto il datore di lavoro, se il giudice autorizza la citazione di quest’ultimo in qualità di civilmente responsabile per fatto del dipendente, può essere citato in giudizio, cosa che finora non è avvenuta». Al massimo Coopservice rischia «una sanzione amministrativa».

Sutich ha sottolineato inoltre che «Coopservice ha ottenuto dei decreti ingiuntivi per il pagamento delle spettanze dovute dall’azienda ospedaliera di Cosenza ed è in causa davanti al tribunale delle imprese di Catanzaro contro la stessa azienda».

Il processo inizierà davanti al collegiale di Cosenza il 25 gennaio 2022.

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