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«Un traliccio in una riserva e senza darne comunicazione»

La protesta dei residenti dopo la comparsa della struttura sul Monte della Guardia: «Difficile credere alle rassicurazioni visto che la gestione è di una società terza»

CASALGRANDE. «Il traliccio sul Monte della Guardia è stato montato in un parco riserva naturale senza che nessun abitante sia stato informato».

Diversi abitanti dei colli casalgrandesi non hanno gradito la “sorpresa” arrivata pochi giorni fa: l’installazione di un impianto di trasmissione di segnale in uno dei punti più belli di Casalgrande Alto, il Monte della Guardia, sopra la zona del Quagliodromo, lungo la dorsale che separa il territorio di Casalgrande da quello di Castellarano.


La struttura fa parte di una rete regionale di comunicazione di emergenza, pensata per garantire i contatti anche in caso di calamità naturali fra Protezione civile, forze dell’ordine e servizi sanitari.

Dopo parecchio tempo, anche a Casalgrande Alto è stata posizionata una vasta impalcatura metallica, alta circa 25 metri, sui cui verranno attivate antenne e dispositivi di trasmissione di segnale. L’intervento non era stato comunicato in precedenza ai residenti, che si sono trovati quindi di fronte al vistoso manufatto già completato al centro di una delle aree maggiormente frequentate per passeggiate, brevi gite e uscite in bicicletta.

I temi sono diversi: la mancata informazione, l’impatto ambientale e la possibile presenza di ripetitori per il segnale 5G di telefonia mobile.

Sulla questione 5G, l’amministrazione comunale ha già ribadito nei giorni scorsi che il traliccio non serve minimamente per le comunicazioni via smartphone, come precisato anche nei documenti della Regione. Una spiegazione che non ha convinto: «Risultano difficili da credere le rassicurazioni fornite sul fatto che non servirà per servizi di telefonia 5G, quando la proprietà del traliccio è stata data ad una società terza della quale non ha controllo dell’operato», sostengono gli abitanti che si stanno organizzando in un gruppo per opporsi al traliccio, e che già hanno chiesto un confronto con il sindaco Giuseppe Daviddi.

«Risulta incomprensibile che il Comune, senza nessuna informazione e condivisione con i cittadini residenti, abbia preso questa decisione, per lo più all’interno di un parco riserva naturale – denunciano –. Nessuno sapeva nulla. Non lontano abita anche uno dei rappresentanti del consiglio di frazione di Casalgrande Alto; neppure lui era stato informato. Non è possibile muoversi in questo modo per una questione che riguarda uno dei luoghi più belli del nostro territorio, in cui tanti vengono per passare qualche momento nel verde», è lo sfogo. «Il panorama è completamente deturpato, ci sono persone che a poca distanza hanno delle coltivazioni, siamo dentro a una riserva naturale e a un ambiente di caccia. Nemmeno i cacciatori hanno preso bene questa decisione».


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